NAPOLI – Venerdi 15 Febbraio si terrà la presentazione de “La Seconda Natura”, romanzo di Mario Visone. L’incontro è alle 18:15 presso la libreria “Laterzagorà” (Teatro Bellini) in via Conte di Buvo, 14, Napoli,. Alla presentazione interverranno la giornalista Serena Guarino, Fabio D’Angelo, caporedattore di Una Banda di Cefali, Anacleto Loffredo, storico e poeta. Mariarosaria Figliola leggerà alcuni brani tratti dal libro

Mario Visone, 40 anni, scrittore napoletano laureato in letteratura e cultore della materia in letteratura italiana presso Università degli studi di Tor Vergata. Ha collaborato con le riviste “Sinistra e Mezzogiorno” e “Linkabile” oltre che con il blog letterario “Una banda di cefali”. Dopo aver scritto  “Dominio”, “A voi la Leopolda a noi il social forum” e “Dalla parte delle Viole” scrive “La Seconda Natura”.

Il messaggio che ha voluto donare la lettore?

Più che un messaggio da donare, direi che ho voluto intraprendere la strada della storia da condividere e nella storia creare i tratti per ragionare sul conflitto in corso nel nostro tempo. Credo che “La seconda natura” sia in questo senso una storia militante che tenta di mettere a nudo attraverso la narrativa i nodi cruciali del nostro tempo. Mi piace pensare che chi sceglie di leggere il romanzo si trovi ad interagire  con la paura e a scegliere di diventare un militante contro la paura. Per questo ho scelto di raccontare i dubbi, le fragilità, le angosce in una prova di immedesimazione con le vite dei protagonisti. Lo spirito del romanzo è proprio questo: cercare di immedesimarsi e attraverso l’immedesimazione, assurgere a un principio di disobbedienza nuovo intorno al quale ricostruire legami.

Perché questo titolo?

Il titolo è un atto d’amore. Un atto d’amore per la filosofia, per l’avvocato Marotta, per Hegel. L’espressione infatti è propriamente hegeliana. Hegel, infatti, definiva lo spirito come una “seconda natura” a causa della sua capacità di edificare, in quanto raziocinio, un mondo altro, indipendente da quello della Natura. Nella concezione hegeliana il mondo della seconda natura è basato, sulla libertà degli individui ma soprattutto sulla realtà etica, intesa come realizzazione della libertà sotto la forma di istituzioni razionali.

La Seconda Natura per Hegel…

Per Hegel si tratta di un movimento di compenetrazione: la seconda natura riguarda ogni corpo dotato di spirito che si muove nel mondo fino alla formazione del suo tessuto antropologico, per cui le contrapposizioni che si incontrano – tra oggetto/soggetto, natura/spirito, corpo/anima – sono nel processo del divenire come mero momento transeunte. Per Hegel il pensiero è già uno stare dentro la vita ed il corpo è una manifestazione oggettiva dello spirito, una cerniera tra due mondi, dove il biologico e lo spirituale rimandano l’uno all’altro, e procedono alla costituzione del soggetto agente in quanto pensante e pensante in quanto spirituale. Intorno alla spirito si edifica la seconda natura strettamente spirituale perché propriamente umana; dentro quest’ultima risiede la speranza tutta hegeliana di un equilibrio tra la vita e la sua forma, tra l’armonia di una realtà che deve richiamarsi alla ragione per poter godere del reale, per potere annientare l’impenetrabile Natura. In questo senso, a chi legge deve interessare solo che le facce descritte, le azioni narrate e le parole taciute o pronunciate siano riscontrabili nelle apparenze del loro vicino di casa o nella maestra elementare dei loro figli. Nel suo stesso inconscio.

Quanto di suo c’è in ognuno dei personaggi del romanzo?

In ognuno dei personaggi c’è di mio la memoria di chi ho incontrato o con cui ho convissuto. Ma più che di un mio innato, direi che è un mio transitato in me dagli altri. Nei personaggi, probabilmente, c’è quello che ho imparato dalle vite degli altri e sulle quali mi sono permesso di tracciare un filo rosso: quello della disobbedienza all’apparente ineluttabilità del destino.