Sant’Anastasia – La sala conferenze dell’Istituto Pacioli, piena di discenti, ha accolto la presentazione delle misure a favore dei figli delle donne vittime di violenza di genere, previste dalla legge n. 34/2017, spiegate nel dettaglio dalla consigliera regionale Bruna Fiola. Il convegno, tenuto in presenza del sindaco Lello Abete, del Preside Antonio De Michele, dell’assessore Palmarosa Beneduce, dell’assessore Mattia De Cicco di Pomigliano d’Arco, di membri del Centro Artemisia e della Commissione Pari Opportunità di Sant’Anastasia, che hanno fatto puntuali interventi, ha chiarito molti aspetti della norma e soprattutto è servito a far conoscere alle ragazze e ai ragazzi presenti le realtà operanti nell’ambito 25 (Pomigliano/Sant’Anastasia) a servizio dei cittadini ed i tanti interventi già assicurati a coloro che hanno subito violenza di genere.

Il centro Artemisia è, infatti, uno sportello antiviolenza per la presa in carico della famiglia, uno strumento attivo per il sostegno e la tutela della donna. E’ nato per la sensibilizzazione e l’informazione delle problematiche legate alla violenza ed al maltrattamento e per la costruzione di un progetto di vita consapevole per il rispetto di sé stessi e degli altri. Le finalità del centro sono quelle di contrastare il fenomeno della violenza di genere attraverso azioni concrete di assistenza alle vittime ed essere di riferimento per tutte le donne, in particolare per quelle in temporanea difficoltà, promuovere una cultura della non violenza e del rispetto dei generi. Lo sportello antiviolenza è costituito da psicologi ed avvocati esperti nell’affrontare, ognuno con specifici strumenti, le tematiche della violenza e del maltrattamento, in rete con i servizi sociali e gli enti locali.

“E’ ripartito da Sant’Anastasia il mio tour. Sono di nuovo in mezzo ai cittadini, ai ragazzi delle scuole, alle associazioni e soprattutto ai centri antiviolenza per favorire il dibattito intorno al tema della violenza di genere e sulle conseguenze che questo comporta sui figli. Ciò per educare le giovani generazioni alla consapevolezza che tutto questo non è normale, che le donne non sono un oggetto. Insomma tutto quello che stiamo combattendo con la legge 34/2017 e che mi vede in prima linea. Grazie a questa legge – spiega Bruna Fiola – finalmente vengono riconosciuti i sussidi a chi denuncia, per le donne e per i loro figli. Per il contrasto alla dipendenza economica, che favorisce l’insabbiamento e la paura di denunciare. Grazie a chi ci ha ospitato, all’istituto Pacioli, all’assessore alle politiche sociali Palmarosa Beneduce e a chi ha partecipato. Ognuno di loro contribuisce al passo in avanti che fa la nostra Regione su questo delicato tema”.

“Quando si parla di violenza di genere, una violenza che abbraccia un po’ tutte le tipologie, ce ne è una che mi sta molto a cuore, quella sui bambini. Attraverso gli uffici delle politiche sociali dell’Ente e l’Ambito 25 riusciamo a mettere a disposizione degli utenti vari servizi, con un lavoro giornaliero veramente prezioso, a tutela dei bambini, che purtroppo subiscono la maggior parte delle violenze. Per questo convegno – dice l’assessore Palmarosa Beneduce – il mio ringraziamento va al Preside, che è una persona speciale, sta facendo in questo istituto un lavoro egregio e lo sta portando molto in alto, ed alla consigliera regionale Bruna Fiola, che si interessa davvero dei problemi delle persone e di tante tematiche. Spero che, in sinergia, riusciamo a portare quanti più servizi a questo territorio”.

“Ringrazio il preside Antonio De Michele per la disponibilità  ad ospitare sempre così belle iniziative. Il tema del convegno e gli interventi previsti dalla legge 34 del 2017 a favore dei figli delle vittime di violenza di genere, illustrati dalla consigliera regionale Bruna Fiola, ci stanno particolarmente a cuore e siamo da sempre impegnati quotidianamente a contrastare la violenza sulle donne, grazie soprattutto al lavoro costante del nostro ufficio Politiche Sociali, dell’assessore Palmarosa Beneduce, della Commissione Pari Opportunità di Sant’Anastasia e del Centro antiviolenza Artemisia. Abbiamo realizzato negli anni – dice il sindaco Lello Abete – progetti che amplificano l’ascolto di chi vive il disagio e ci consentono di intervenire prontamente e in maniera risolutiva. Lavoriamo anche per aiutare i bambini che spesso sono vittime insieme alle loro mamme. Alle donne chiedo sempre di denunciare e a chi sa qualcosa di non girare la testa dall’altra parte. Chiamando il numero 1522 o contattando i nostri uffici al Comune possono essere aiutate”.