mercoledì 28 Luglio 2021
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Alveo Camaldoli, interrogazione di Valente (Pd) al ministro Costa

NAPOLI. PD Valente: interrogazione al ministro Costa per risanamento alveo Camaldoli.

La Senatrice del PD Valeria Valente ha presentato, come prima firmataria insieme ai Senatori BITI,FEDELI,NANNICINI,PITTELLA,ROJC , un’ interrogazione al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa relativa ai ritardi accumulati dal Comune di Napoli per il perfezionamento delle pratiche di esproprio relative ai due lotti di lavori per le fogne e i collettori nel territorio dell’Alveo Camaldoli.

Si tratta di Opere ,per un valore di oltre 20 milioni di euro ,finanziata dal 2008 e fondamentali per la sicurezza di un vasto territorio dell’area metropolitana di Napoli e il risanamento del mare di Licola. La realizzazione degli interventi è in capo alla SOGESID – società in House del Ministero dell’ambiente. Nell’interrogazione oltre a chiedere un intervento del Ministero dell’Ambiente nei confronti del Comune di Napoli per accelerare le procedure di formalizzazione degli espropri al fine di far proseguire speditamente il
cantiere del primo lotto e avviare la gare per il secondo si propone di costruire, nelle prossime settimane un tavolo di confronto tra tutti gli enti interessati alle problematiche dell’Alveo Camaldoli E’ necessaria una tavolo di confronto per verificare lo stato di attuazione di altri interventi già finanziati a partire dalla sistemazione idraulica
del primo per l’alveo e il completamento di reti fognarie a Marano e Giugliano ,per programmare ulteriori finanziamenti per interventi di sistemazione idrogeologica e per sostenere l’impegno delle Amministrazioni comunali contro gli sversamenti illeciti di rifiuti solidi e gli scarichi abusivi da parte di abitazioni e attività economiche lungo il percorso
dell’alveo.

Segue testo interrogazione

VALENTE , BITI , FEDELI , NANNICINI , PITTELLA , ROJC – Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. –
Premesso che:
ormai nel 2008 è stato sottoscritto l’Accordo quadro per le compensazioni ambientali che prevedeva tra l’altro, uno stanziamento di oltre 20 milioni di euro per interventi di sistemazione idraulica e lavori di completamento delle fogne e dei collettori dell’alveo Camaldoli nel territorio di Chiaiano;
questo intervento è stato affidato come soggetto attuatore alla Sogesid, società “in house ” del Ministero dell’ambiente e delle Infrastrutture, che dall’11 luglio 2019 ha consegnato i lavori alla ditta affidataria, il Consorzio “Integra”, prevedendo che entro gennaio 2021 tutte le opere dovranno essere completate;
nonostante dopo un’attesa di anni sia stato aperto il cantiere relativo al primo intervento e la Sogesid abbia già versato al Comune di Napoli le somme relative al pagamento degli importi per le indennità di esproprio, i lavori risultano bloccati da enormi ritardi dovuti al fatto che lo stesso Comune non ha ancora provveduto a liquidare alcuni dei proprietari che abitano nelle zone interessate dai lavori;
per il secondo intervento, malgrado gli atti urbanistici siano stati votati diversi mesi fa, gli uffici competenti del Comune di Napoli non hanno emesso gli atti di esproprio necessari per la definizione della progettazione esecutiva e la relativa indizione di gara per i lavori;
considerato che questo intervento assume una rilevanza fondamentale, da un lato per la sicurezza idrogeologica di una vasta area del Comune di Napoli e dei comuni di Marano, Mugnano, Giugliano in Campania, Pozzuoli, e dall’altro per la riduzione dei rischi ambientali e del carico inquinante in questa parte consistente della città di Napoli e dell’area metropolitana, nonché del litorale flegreo, dato che l’alveo Camaldoli sfocia sulla spiaggia di Licola ed è il principale fattore di inquinamento di quel tratto di costa, come ancora di recente riconosciuto pubblicamente dal Ministero dell’ambiente;
tenuto conto che:
il Comune di Napoli, nonostante gli impegni assunti in sede consigliare e diversi incontri istituzionali e con delegazioni di cittadini, non ha dato seguito alle numerose sollecitazione rifiutando, anzi, anche l’ipotesi di supporto operativo da parte di Sogesid;
oltre ai ritardi di un’opera strategica di questo genere, vi sono rischi seri di contenziosi con notevoli danni erariali e di definanziamento,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere nei confronti del Comune di Napoli per affrontare e risolvere questa incredibile vicenda ed evitare contenziosi e rischi di definanziamento che avrebbero conseguenze gravissime;
se, valutando l’urgenza della situazione, intenda attivare nelle prossime settimane una sede di confronto per accelerare gli ulteriori interventi finanziati o quelli da programmare, al fine di completare il processo di risanamento ambientale e messa in sicurezza dell’alveo Camaldoli.

 

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