venerdì 23 Aprile 2021
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Cercola. Nuovi scenari dell’economia: nuove opportunità con l’e-commerce.

CERCOLA. Nuovi scenari dell’economia: nuove opportunità. “L’uomo rischia l’estinzione”. Il concetto choc ha catturato l’attenzione dei presenti accorsi alla manifestazione culturale, espresso dall’ imprenditore Riccardo Cipressi, relatore del convegno tenutosi presso il Teatro Comunale di Cercola.

Quello che sembrava essere fino a poco tempo fa, un periodo di crisi passeggero, un momento di depressione socio-cultirale ed economica, si è rivelato invece un lungo calvario dal quale si fa fatica a vederne la fine. La più grossa scoperta e presa di coscienza è riuscire a vivere l’era contemporanea, non come un momento di stasi, un momento in cui dopo l’ improvvisa decadenza di tutte le certezze economiche, ci sarebbe stato in ogni caso il ripristino dello status quo precedente il 2009, ma come uno stato di cambiamento. Le crisi economiche che hanno attanagliato l’umanità nel passato, si sono rivelate fisiologiche e brevi, di fatto dopo un dato periodo l’economia si è rimessa in moto senza grossi patemi. La realtà odierna è diversa. Lo status precedente alla crisi, tanto atteso e da ormai troppo tempo prospettato, difficilmente potrà ritagliarsi uno spazio nel nostro futuro.

Quella che si è per anni chiamata crisi, bisogna prenderne atto, non lo è mai stata, o almeno non lo è più. Stiamo vivendo nel momento di più grande cambiamento socio-economico dalla Rivoluzione Industriale ad oggi: le persone hanno cambiato il loro modo di vivere, di acquistare e di pensare. Il mondo del terzo millennio non è come lo conoscevano le persone del secolo scorso: l’umanità ha subito uno sdoppiamento delle piattaforme socio-economiche con l’avvento di internet, ed è un processo irreversibile. Il dato che ha fatto più impressione è stato quello che ha riguardato i negozi di abbigliamento nello specifico: in Italia c’è la triste media di cinquanta negozi chiusi al mese, mentre le attività di vendita degli stessi prodotti on-line hanno visto schizzare verso l’alto i loro fatturati negli ultimi 2 anni. Questo cosa vuol dire? La gente non compra più? No, le persone hanno cambiato il loro modo di spendere e se l’uomo non si adatta a questo cambiamento rischia l’estinzione.

Gli insegnamenti che ogni bravo genitore ha diffuso ai propri figli nel secolo scorso (studiare, laurearsi per poi entrare nel mondo del lavoro con una vantaggio rispetto agli altri, in aziende riconosciute), oggi non ha più motivo di essere: l’uomo del futuro farà più di un lavoro e utilizzerà quasi esclusivamente la piattaforma internet per lavorare con siti e-commerce oppure per conto-terzi comodamente da casa propria, farà la spesa di tutti i giorni attraverso piattaforme virtuali. Il dipendente bancario, il dipendente postale o anche i commessi dei negozi fisici, saranno mestieri in estinzione “forzata”.

Una teoria socio-economica giapponese schematizza le relazioni esistenti tra operai, professionisti (piccoli imprenditori), grandi imprenditori e finanziatori. Queste quattro categorie sono legate tra loro dal concetto di “sfruttamento del tempo”: gli operai come i professionisti, misurano i loro introiti attraverso il sistema euro/ora, quindi misurano i loro guadagni a seconda di quanto impiegano il loro tempo per lavorare. Anche i piccoli imprenditori sono “schiavi” del loro tempo perché c’è bisogno di una loro costante presenza nella bottega gestita, pena perdita di introiti. Diverso è il discorso per quanto concerne il concetto di tempo per i grandi imprenditori ed i finanziatori: queste categorie hanno il merito di “creare dei sistemi”, all’interno dei quali lavorano persone. La loro più grossa vittoria, non è come si potrebbe pensare, la ricchezza, ma è la libertà di poterla sperperare nel molto tempo a disposizione.

Il futuro darà la possibilità a chi saprà adattarsi velocemente alle nuove condizioni di passare da una categoria suddetta all’altra con molta più semplicità e velocità di quanto non lo si è mai potuto fare in passato. Oggi non ha più senso aprire attività rivolgendosi ad un pubblico di nicchia, “paesano” o “cittadino”: viviamo in un mondo dove tutto è social ed estemporaneo, la nuova clientela da ammaliare si trova on-line ed in scala planetaria.

Non è più il momento di investire denaro, sforzi e tempo in attività, che se non vengono adattate ai profili di cambiamento, sono destinate ad estinguersi rapidamente: l’esempio più immediato e lampante e quello che riguarda il telefono cellulare. Solo dieci anni fa era visto come superfluo, quasi rigettato, quasi demonizzato: oggi è l’oggetto di cui nessuno nel mondo cosiddetto “civilizzato” pensa di poterne fare a meno. Essere collegati in internet, acquistare velocemente, essere costantemente in contatto con il mondo, essere sempre rintracciabili, hanno trovato la loro risposta nel telefono cellulare. Antico demonio entrato a far parte con forza nella nostra vita? No, semplice prima risposta al cambiamento dei bisogni in atto.

“Non e’ la specie piu’ intelligente a sopravvivere, e nemmeno quella piu’ forte. E’ quella piu’ predisposta ai cambiamenti” (Charles Darwin). Il futuro è ora.

A cura dell’architetto Mario Rea

 

 

 

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