mercoledì 12 Agosto 2020
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Emissioni inquinanti, rammarico del Vescovo di Nola, Beniamino Depalma

NOLA. Emissioni inquinanti, rammarico e preoccupazione del Vescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma. L’ Ufficio diocesano per i Problemi sociali e il Lavoro, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato guidato da don Aniello Tortora ha redatto una nota per esprimere il rammarico del Vescovo di Nola per le recenti notizie sui preoccupanti livelli di emissioni inquinanti nel nostro territorio.

Il vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma, ha affidato all’Ufficio per i Problemi sociali e il Lavoro, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato guidato da don Aniello Tortora il compito di esprimere il proprio rammarico per le recenti notizie sui preoccupanti livelli di emissioni inquinanti nel nostro territorio. Rammarico che si aggiunge alla condivisione delle preoccupazioni di molti cittadini scossi da quanto appreso.

«Come Chiesa, – si legge nella nota redatta da don Aniello – come cristiani siamo chiamati a rigenerare lo sguardo, uno sguardo che non può essere abituato allo scempio, ai rifiuti abbandonati, alla decadenza delle strutture, all’aria irrespirabile e alle colonne di fumo di varia natura: abituarsi è morire. Per questo come Chiesa, come abbiamo già fatto in passato, chiediamo a tutti un’assunzione di responsabilità: alle istituzioni, perché si adoperino seriamente per la tutela del territorio e informino correttamente i cittadini; ai cittadini, perché vigilino e allo stesso tempo  assumano uno stile di vita rispettoso di se stessi e dell’ambiente ».

Le parole espresse sulla cura della ‘casa comune’ da Papa Francesco e quelle del vescovo Depalma nell’omelia per l’apertura della Porta Santa della Cattedrale di Nola vengono ricordate nella nota non solo per sollecitare tutti ad una ‘conversione del cuore’ che sia anche ‘conversione ecologica’ ma soprattutto per invitare le comunità parrocchiali diocesane a ‘sporcarsi le mani’ perché la cura della ‘casa comune’ «divenga segno della comunione ecclesiale che stiamo sperimentando con il Sinodo».

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