giovedì 22 Ottobre 2020
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Falco (Corecom): “Difendere la didattica a distanza dalla violenza degli hacker”

BENEVENTO. Cyberbullismo, Falco (Corecom): “Didattica a distanza” attaccata dagli hacker. D’Amelio: “Bloccare questa forma subdola di violenza”. Webinar di @scuolasenzabulli all’istituto comprensivo “Federico Torre” di Benevento.

“Dobbiamo difendere la didattica a distanza dalla violenza degli hacker con l’aiuto di tutti i ragazzi che devono contribuire a tenere alta la guardia contro i ‘zoom raid’ denunciando al Corecom e alle Autorità tutti i casi di cui sono a conoscenza”. Questo l’appello lanciato da Domenico Falco, presidente del Corecom Campania a margine del webinar realizzato da @scuolasenzabulli 2020, che ha coinvolto gli alunni dell’istituto comprensivo “Federico Torre” di Benevento, impegnati nella ‘Didattica a Distanza’.

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“Non solo le scuole sono sotto ‘attacco’ ma anche gli oratori, il mondo del volontariato e dell’associazionismo sportivo come emerge dalla relazione della ‘Fondazione Carolina’ che solo nell’ultimo mese ha denunciato 121 casi di cyberbullismo con vittime tra i ragazzi e 89 con vittime tra i docenti ai quali vanno aggiunti 9 casi di “sexting” e 4 di “revenge porn”.

“Abbiamo ritenuto necessario proseguire nel compito di formare e informare gli studenti sui comportamenti da tenere per bloccare questa forma subdola di violenza – ha rimarcato Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio regionale della Campania – trasformando questo periodo di profonda difficoltà dei nostri giovani in occasione per far crescere i rapporti umani”.

L’espansione del fenomeno del cyberbullismo è stato al centro dell’intervento di Maria Luisa Fusco, dirigente dell’istituto: “Il fenomeno è molto diffuso all’interno delle comunità scolastiche e per questo abbiamo realizzato percorsi didattici che invitano i ragazzi a riflettere su questi fenomeni. Abbiamo attivato accordi in rete con 30 scuole della provincia di Benevento condividendo problematiche, formazione del personale e dei genitori usufruendo anche del supporto offerto dalle forze dell’ordine”.

Il coinvolgimento delle famiglie nei percorsi di contrasto al bullismo è stato sottolineato anche da Ivana Nasti, direttore del Servizio ispettivo dell’Agcom: “L’importanza del lavoro di squadra e del coinvolgimento di tutti i protagonisti della lotta al bullismo è sempre più determinante. Ragazzi, insegnanti, famiglie, istituzioni e forze dell’ordine devono fare fronte comune per creare una rete di sostegno alle vittime che devono sapere di non essere sole ad affrontare questo dramma e che è possibile uscirne”.

Tra i protagonisti dell’impegno sociale contro questi fenomeni anche il Rotary come testimoniato dal presidente del circolo Napoli Angioino, Nicola Pasquino: “Siamo in prima linea insieme al Corecom e alla Regione mettendo a disposizione tutte le risorse professionali di cui disponiamo per incentivare le politiche di prevenzione e l’assistenza alle vittime”. Tante le domande formulate dagli studenti che hanno partecipato al videoincontro indirizzate agli esperti.

“Il bullo spesso viene favorito da comportamenti rinunciatari all’interno della classe – ha evidenziato Giovanna D’Apolito, psicologa e psicoterapeuta – e bisogna intervenire per far emergere i disagi che si celano dietro vittime e carnefici. Restare in silenzio è sbagliato in tutti i casi perché significa non riuscire a gestire i rapporti sociali.  Ognuno deve contribuire a modificare gli atteggiamenti omertosi per far sì che tutti i protagonisti di questi episodi non si sentano soli e trovino il coraggio di denunciare”.

L’avvocato Valentina Varano ha portato una testimonianza forte di ciò che accade ai bulli quando vengono individuati e fermati dalle forze dell’ordine: “Tutta la loro apparente sicurezza e spavalderia si sgretola di fronte alle divise che intervengono per bloccarli e di fronte al magistrato del Tribunale per i minori che è tenuto a giudicarli. E’ bene che i ragazzi siano consci di questo perché devono sapere due cose: denunciare è fondamentale e la denuncia ha sempre come conseguenza la punizione del bullo. E’ necessario dare queste certezze per fare emergere tutti i casi sommersi che, nel tempo, diventano poi più difficili da snidare”.

Al termine della conferenza web (coordinata dai docenti Nadia RanaldoPaola De TomaDiana GrassoPaola Porcelli e Maria Grelle) gli alunni dell’istituto hanno proposto una efficace esibizione lanciando espliciti messaggi di contrasto alla violenza fisica e psicologica.

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