sabato 13 Aprile 2024
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La Meridiana verso la riapertura, grazie ai giudici del Tar

CASALNUOVO. La Meridiana potrebbe riaprire, ben oltre i 100 giorni promessi dal sindaco Pelliccia in campagna elettorale e di certo non per meriti della sua amministrazione, ma grazie alla recente sentenza della seconda sezione del Tar Campania.

I proprietari di una pluralità di unità immobiliari parti del complesso commerciale “Meridiana”, rappresentati dagli avvocati Enrico Angelone e Domenico Vitale, hanno vinto il ricorso presentato contro il comune di Casalnuovo, con sentenza del Tar pubblicata 17 novembre scorso.  Oggetto centrale del ricorso è l’annullamento del provvedimento, prot. n. 5548 del 10.02.2017, con il quale il Dirigente III Settore Pianificazione Urbanistica e Lavori Pubblici ha adottato il provvedimento di definitivo annullamento della SCIA, prot. n. 72 del 14.09.2016, avente ad oggetto il cambio di destinazione d’uso da artigianale a commerciale.

Nel Settembre 2016 i proprietari di diverse unità immobiliari del centro Meridiana – galleria commerciale alle porte della città – presentarono SCIA per cambio di destinazione d’uso da artigianale a commerciale. I proprietari iniziarono le relative attività edilizie, finchè con atto del 3 Novembre 2016 venne avviato il procedimento di annullamento della SCIA, sul presupposto che “le opere in questione non si sarebbero potute realizzare con SCIA”, secondo il Comune.

Centro Meridiana

Dopo un anno venne disposto l’annullamento ed il relativo provvedimento venne impugnato, il Comune di Casalnuovo si costituì per replicare ai singoli motivi di ricorso.

Con l’attuale sentenza del Tribunale Amministrativo, il comune, perde su ogni fronte. “Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla i provvedimenti oggetto di impugnazione. Condanna il Comune di Casalnuovo di Napoli al pagamento delle spese del presente giudizio, liquidate in € 1.500,00.”

Nella sentenza del Tribunale amministrativo regionale viene chiarito, puntualmente, come si giunge all’accoglimento del ricorso ed alla condanna del comune di Casalnuovo.

“Il Tribunale ritiene in via preliminare di evidenziare che la denuncia/segnalazione di inizio attività è un atto soggettivamente ed oggettivamente privato ed uno strumento di massima semplificazione – si legge nella sentenza – L’attività dichiarata può allora essere intrapresa senza il bisogno di un consenso dell’Amministrazione, surrogato dall’assunzione di un’auto-responsabilità del privato nel comunicare l’intenzione di intraprendere un’attività direttamente ammessa dalla legge”.

“La L.R. n. 1/2014, nel sostituire la L.R. n. 1/2000, ha introdotto la nuova disciplina generale e di principio in materia di esercizio delle attività commerciali nella Regione Campania” – scrive il Tar – “L’art. 10 reintroduce la disciplina relativa allo Strumento comunale d’intervento per l’apparato distributivo, denominato dalla legge stessa SIAD”

Il comma 2 dell’art. 10 suddetto attribuisce al SIAD la valenza di istituto centrale per l’attività distributiva, lo stesso infatti “costituisce lo strumento integrato del piano urbanistico comunale”, tramite il quale si individuano le aree da destinare ad insediamenti commerciali, “con funzione esaustiva del potere di programmazione e pianificazione del territorio ai fini urbanistico-commerciali.

“Alla luce del quadro legislativo nazionale e regionale sinteticamente esposto, nonché della giurisprudenza di questo Tribunale dalla quale il Collegio non ha motivo di discostarsi, deve ritenersi che il SIAD costituisca uno strumento integrativo del PRG vigente e, nella fattispecie, presso il Comune di Casalnuovo è stato approvato in adeguamento al PRG e redatto senza variazioni di indici edificatori delle aree od aumento dei volumi esistenti”

Nel questione riguardante il Centro Meridiana si ha riguardo ad un cambio di destinazione d’uso in commerciale. Il SIAD consente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria senza aumento di volume, con specifico riferimento ad attività artigianale che, come tale, rientra tra quelle produttive e, dunque, autorizzate.

“Nello specifico il mutamento di destinazione d’uso, conforme alle prescrizioni contenute nello Strumento urbanistico integrato dal SIAD, è realizzabile in conformità alla L.R. n.19/2009 mediante una SCIA e, conseguentemente, le aree da destinare ad opere di urbanizzazione non dovevano formare oggetto di cessione, ma essere semplicemente verificabili” – questo dicono i giudici del Tar e continuano – “ l’art.4, comma 7 della L.R. n.19/2009 contempla gli interventi che possono attuarsi all’interno di unità immobiliari aventi una superficie non superiore a mq.1.500”.

“Ora nella fattispecie si è appunto in presenza di una riqualificazione – previo cambio di destinazione d’uso – di unità immobiliare inferiore ai metri quadri 1.500 con rispetto di sagoma e prospetti dell’edificio, volumi, superfici e strutture portanti; la misura di metri quadri 1.500 non può che essere riferita alla specifica unità immobiliare”

Una questione che pone dei dubbi e la necessità di ulteriori chiarimenti. Christian Cerbone, capogruppo del M5S e presidente della commissione controllo e garanzia del comune ha già convocato una commissione nei prossimi giorni: “Il centro Meridiana rappresenta una complessa situazione della nostra città. Non ci dimentichiamo che l’attuale amministrazione pose questo delicato tema come uno dei punti del programma elettorale, accusando la precedente amministrazione di far ostruzionismo sulle pratiche urbanistiche di chi non facesse parte della propria compagine politica, chiedendo a gran voce la revoca del dirigente, Giuseppe Savoia. Oggi – prosegue Cerbone – con l’attuale amministrazione la dirigenza non è stata cambiata, il Meridiana non è stato riaperto nei 100 giorni promessi in campagna elettorale, e il Tar accoglie il ricorso dei proprietari della galleria commerciale giudicando regolare la modalità di richiesta del cambio di destinazione d’uso, difatti è stato fatto ostruzionismo nelle pratiche del centro. In poche parole, cambiano gli attori ma la scena è sempre la stessa. Ho convocato la settima commissione, controllo e garanzia, perché voglio vederci chiaro, e in merito stiamo analizzando tutti i documenti inerenti questa controversia”.

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