sabato 3 Giugno 2023
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“Lasci in auto il cellulare”, in manette due esponenti della Commissione tributaria

NOLA – POMIGLIANO D’ARCO. “Lasci in auto il cellulare”, in manette due esponenti (vice presidente e un ex giudice) della Commissione tributaria con l’accusa di concorso in concussione. Prima da paciere nel corso di un’udienza presso la Commissione tributaria regionale, poi un incontro al Gambrinus, all’esterno dello storico caffè in piazza del Plebiscito a Napoli. Un appuntamento al quale la vittima si presenta con un registratore.

E’ partita così l’indagine sulla commissione tributaria dei carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, al comando del maggiore Miche D’Agosto, coordinata dal pm Cristina Amoroso della Procura di Nola che questa mattina ha visto in manette Giuseppe Leone, 74 anni di Napoli, vice-presidente di Sezione della Commissione Regionale Tributaria, ritenuto responsabile  del reato di concussione in concorso e con lui Loris Leone, 81 anni residente a Napoli, ex giudice di Sezione della Commissione Tributaria, tratto in arresto in flagranza di reato lo scorso 27 ottobre 2015 per il medesimo fatto-reato e al quale è stata successivamente applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari. 

Un’indagine nata da una denuncia sporta  il 2 novembre scorso, a seguito di una richiesta di denaro. La vittima è un noto professionista di Pomigliano D’Arco, Nicolangelo Ambrosio, commercialista, il quale dopo aver ricevuto una telefonata – era il 27 ottobre scorso – che lo invitava ad un “caffè” presso il Gambrinus, da parte di un avvocato, questi ha deciso di accettare ma di premunirsi di un piccolo registratore. Mai tale intuizione si rivelò fortuita nei confronti del commercialista che giunto sul luogo dell’appuntamento fu invitato a lasciare in auto il proprio cellulare.

“Facciamo prima due chiacchiere qui fuori”, gli disse il sedicente avvocato. Con il cellulare della vittima in auto l’avvocato si credeva così al sicuro e pronto a far scattare “la richiesta estorsiva”. Lui, l’avvocato essendo molto bene inserito nei vertici della commissione tributaria, poteva smuovere le acque a suo piacimento, anche mettere in difficoltà – se avesse voluto – le società, entrambi nel settore delle infrastrutture, curate dal commercialista. Per avvalorare la sua tesi il richiedente avvocato, mostrò anche degli atti. Nero su bianco. Dunque, il nocciolo della questione si tradusse presto in una doppia tangente: 15mila euro per i due ricorrenti e 3mila euro all’intermediario.

Indagine lampo. Questa mattina i militari del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Nola, su richiesta di questa Procura della Repubblica, guidata da Paolo Mancuso nei confronti di Giuseppe Leone, vice-presidente di Sezione della Commissione Regionale Tributaria, ritenuto responsabile  del reato di concussione in concorso con altro soggetto, Loris Leone, ex giudice di Sezione della Commissione Tributaria, tratto in arresto in flagranza di reato lo scorso 27 ottobre 2015 per il medesimo fatto-reato e al quale è stata successivamente applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

L’indagine, condotta nel mese di novembre 2015, mediante attività tecniche di intercettazione telefonica e ambientale, analisi di tabulati di traffico telefonico nonché attività dinamiche esplicate in servizi di osservazione e pedinamento, poste a riscontro dalla denuncia sporta da un libero professionista legale rappresentante di due società legittimate di un ricorso tributario controverso, ha consentito di accertare, quale soggetto protagonista del reato di concussione, il vice-presidente di sezione della commissione tributaria per il ricorso in esame, vale a dire l’avvocato Giuseppe  Leone, che operava in accordo con un ex collega di Commissione tributario, omonimo ma non parente, Loris Leone, che agiva da intermediario. E’ emersa in maniera palese la connivenza tra i due personaggi che, con condotte contigue e con unità d’intenti, hanno posto in essere un meccanismo di “compra-vendita” di sentenze favorevoli in cambio di cospicue somme di denaro (stabilite in percentuale rispetto al valore della procedura). Ricostruire, inoltre, il modus operandi adottato che prevedeva l’avvicinamento del legale ricorsista da parte dell’intermediario Loris Leone il quale, a seguito di trattative condotte di persona e per via telefonica, pattuiva luogo e data dell’incontro finalizzato alla consegna della somma di denaro. L’attività condotta dal Loris Leone è stato acclarato sia avvenuta per conto dell’amico e collega Giuseppe Leone; rivenire, nel corso di perquisizione delegata presso il domicilio di Giuseppe Leone, numerosi oggetti di verosimile natura archeologica posti sotto sequestro con l’ausilio di militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale per i quali Giuseppe Leone non era in grado di fornire alcuna documentazione che ne giustificasse il possesso. Il gip per i destinatari delle due ordinanze di custodia cautelare ha disposto gli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni site in Napoli.

di Patrizia Panico

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