giovedì 18 Aprile 2024
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L’associazione “Le mani di Napoli” lancia “Napoli crea”: il made in Italy tra tradizione e contemporaneità

L’associazione di artigiani di eccellenza del sistema moda “Le Mani di Napoli” aderisce all’iniziativa lanciata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy della “Giornata nazionale del Made in Italy” e organizza “Napoli crea”, un evento legato all’artigianato e in particolare al segmento dell’artigianato d’immagine, in programma lunedì 15 aprile a Villa Doria d’Angri a Napoli. L’iniziativa è stata presentata stamattina nel corso di una conferenza stampa nella Sala Giunta del Comune di Napoli alla quale hanno partecipato Chiara Marciani, assessore alle Politiche giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli; Armida Filippelli, assessore regionale alla Formazione; Giancarlo Maresca, presidente di “”Le mani di Napoli”; Damiano Annunziato, vicepresidente “Le mani di Napoli”; Vincenzo Capuano, presidente Le botteghe di San Gregorio Armeno; Pasquale Della Pia, consigliere Assocalzaturifici e sezione Moda Unione Industriali Napoli; Valter Luca De Bartolomeis, dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Giovanni Caselli”. Ha moderato i lavori Carmen Credendino, caporedattore Agenzia Dire.

In programma a “Napoli crea” confronti tra istituzioni e dibattiti su temi che vanno dal ruolo dell’artigiano oggi alla formazione, dall’internazionalizzazione alle potenzialità offerte dall’innovazione e dalle nuove tecnologie, dal cuneo fiscale alla creazione di albi di mestiere, e dall’istituzione di un tavolo permanente dell’artigianato al lavoro da svolgere in vista della nuova Direttiva sulle Indicazioni Geografiche non alimentari, che potranno essere iscritte nel Registro Internazionale della proprietà intellettuale già dal 2025. L’artigianato vale il 15% del Pil, eppure la sua importanza non deriva tanto dalla bilancia dei pagamenti quanto dai valori umani che esprime. Vi si trovano quantità inesauribili di storia e tradizioni, identità e carattere, lavoro ed economia, sostenibilità ambientale e sociale. Non a caso l’art 45 della Costituzione Italiana dispone che: “La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato”. La parola sviluppo basta a capire che i padri costituenti ci parlano di processi in continua evoluzione, il che significa che sia la legge che l’artigianato devono saper essere sempre al passo con i tempi. Per favorire tale aggiornamento è necessario che politica e realtà produttive si incontrino per suggerire i migliori spunti per i programmi futuri.

Chiara Marciani, assessore alle Politiche giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli, ha affermato: “Napoli vanta tante eccellenze nell’artigianato, basti pensare alla moda, all’arte presepiale e all’arte orafa. Il Comune è impegnato non solo a sostenere le attività artigianali, ma anche a fare in modo che venga conservata la tradizione creando opportunità lavorative per i giovani. Vorremmo che ci fosse innovazione preservando le antiche tradizioni. È un lavoro che portiamo avanti, in maniera trasversale, insieme al sindaco Manfredi e a tanti assessorati per fare in modo di supportare le nostre grandi eccellenze”.

“Sono felice che ci sia questa ribalta nazionale –ha commentato l’assessore regionale alla Formazione Armida Filippelli – e Napoli la merita perché dà linfa a tanti settori con prodotti d’eccellenza, dalla sartoria all’oreficeria e alla lavorazione delle pelli. Per dare continuità nel tempo occorre però anche la formazione. Insieme alle associazioni e agli imprenditori studieremo ogni vocazione territoriale e rafforzeremo le scuole dei mestieri potenziando quello che già facciamo con i percorsi duali dedicati all’artigianato e alla tradizione di cui la Campania è ricca in tanti comparti”.

“Il mondo che chiamiamo ‘artigianato di immagine’ – ha sottolineato infine il presidente di Le Mani di Napoli, Giancarlo Maresca – ha un ritorno positivo sul Paese perché determina tendenze del gusto che sono seguite in tutto il mondo. Tutto questo ha un peso anche sul sistema economico. Dalla politica ci aspettiamo vicinanza, più che aiuti. Ci avviciniamo ad un momento importantissimo: dal 2025 l’Unione europea darà la possibilità anche ai prodotti non alimentari di ottenere l’indicazione geografica protetta. Per settori come la moda, la produzione di scarpe o anche l’artigianato presepiale sarà una grande occasione di valorizzazione”.

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