sabato 16 Gennaio 2021
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Mafia, i tentacoli nella crisi. Mocerino: “Subito aiuti alle imprese e famiglie”

NAPOLI. Allarme sociale per la possibile interferenza delle mafie nell’emergenza ai danni di cittadini e imprese in difficoltà. Il presidente della commissione regionale antimafia Carmine Mocerino: “Rendere efficaci e operative le misure che i governi nazionali e regionali hanno annunciato”

I tentacoli della mafia, in questo periodo di emergenza economica e sociale causato dall’epidemia di coronavirus, sono in agguato, pronti a catturare nella morsa criminale cittadini e imprese che in questo momento stanno subendo di più gli effetti del “lockdown”. Il blocco del paese ha letteralmente piegato in due l’economia di un tessuto sociale già provato e mentre l’Italia fa braccio di ferro con l’Europa sui cosiddetti Coronabond ed eventuale attuazione del “Recovery fund”, numerosi sono gli appelli per non abbassare la guardia nei confronti della criminalità organizzata. Il primo è stato quello del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, che in un’intervista lasciata durante la trasmissione di Lucia Annunziata “Mezz’ora in più”, ha dichiarato che le “mafie mirano soprattutto a infiltrare l’economia” e che lo “Stato deve essere vicino alle imprese e impedire alle mafie di entrare”. Dello stesso avviso anche don Luigi Merola che su Metropolis, in una recente intervista, ha dichiarato che la “camorra compra la fame della gente”. Insomma monito a non abbassare la guardia di fronte ad un fenomeno che se attuato fino in fondo può avere dei risvolti drammatici. Non è escluso, quindi, da parte delle organizzazioni criminali una possibile attuazione di un giro di usura per coloro che hanno bisogno di liquidità per sopravvivere o di qualsiasi tipo di “finto aiuto” in questo terribile momento. Ne abbiamo parlato con il presidente della commissione speciale anticamorra e beni confiscati del Consiglio regionale della Campania Carmine Mocerino. “Nonostante le difficoltà logistiche di questo periodo il lavoro della commissione continua anche in videoconferenza con i presidenti antimafia delle altre Regioni, dove abbiamo discusso qualche giorno fa anche di questo, perchè riteniamo che il grido di allarme partito da Cafiero de Raho e ripreso da don Luigi Merola ha posto l’attenzione su questo fenomeno di cui dovremo necessariamente fare i conti” spiega Mocerino: “in un momento di emergenza non solo sanitaria ma anche economica è evidente che sulle difficoltà della gente le mafie lucrano e provano ad estendersi. Bisognerebbe rendere efficaci e operative le misure che i governi nazionali e regionali hanno annunciato. La crisi di liquidità potrebbe generare un bisogno maggiore e quindi essere facili prede di organizzazioni criminali. La commissione continuerà a svolgere un ruolo di ascolto e coordinamento tra le istituzioni.” Il presidente Mocerino con i Consiglieri Vincenza Amato e Vincenzo Viglione, intanto, hanno indirizzato una lettera al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, all’assessore al Bilancio Ettore Cinque, all’assessore alle Politiche Sociali Lucia Fortini, al presidente Anci Campania Carlo Marino e al prefetto di Napoli Marco Valentini sul pericolo di interferenza delle organizzazioni criminali nell’emergenza economica. La richiesta esposta alle istituzioni nazionali e regionali è quella che si intervenga “in maniera rapida con la messa in campo di tutte le misure utili al sostegno dei soggetti esposti al rischio di condizionamento mafioso” e quindi di “fare arrivare subito aiuti alle imprese, alle famiglie, ai pensionati e ai lavoratori” che in questo momento versano in gravissime difficoltà economiche. Per i beni confiscati, la commissione chiede che “si continui a dare esecutività alla delibera della Regione Campania dello scorso 17.03.2020 per liberare immediatamente le risorse relative ai progetti già finanziati sul Pon legalità sugli altri interventi ancora in corso”. Naturalmente la commissione invita i cittadini che hanno bisogno di aiuto a rivolgersi alle Istituzioni e alle associazioni riconosciute, soprattutto di non lanciare nessun appello sui social perchè in questo caso si potrebbe essere facile preda di sistemi criminosi.

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