sabato 3 Dicembre 2022
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Minaccia la ex: “Ti brucio viva”, arrestato 34enne per stalking

SANT’ANASTASIA. “Ti brucio viva, ti trovano carbonizzata”. Perseguitava la sua ex moglie minacciandola di bruciarla viva: arrestato per stalking 34enne.

“Ti brucio viva, ti faccio diventare come un carbone”, con queste minacce, insulti ed altre intimidazioni una donna, di 34 anni, e madre di un bambino, doveva convivere quotidianamente da quando si era separata dal coniuge. Poi la sera del 18 agosto scorso il suo ex marito dalle intimidazioni telefoniche – i pedinamenti – è passato ai fatti: esplodendo contro la macchina della sua ex compagna una serie di petardi.

Tempestivo l’arrivo dei carabinieri della locale stazione sul luogo delle esplosioni, allertati da alcuni vicini che udirono e videro cosa stesse accadendo. I militari dell’arma in seguito hanno raccolto la denuncia della donna. L’ennesima querela nei confronti del marito – dal quale si era separato dal 2012 – denunciandolo più volte per comportamenti minacciosi e molesti, anche sotto l’effetto di alcolici e sostanze stupefacenti, secondo quanto riferito dalla vittima. La donna nel corso del suo lungo racconto ha riferito che l’ex marito la minacciava ripetutamente fino ad arrivare a seguirla ovunque e in ogni momento. Era ossessionato da lei, in particolare che’ella potesse frequentare altri uomini nonostante la separazione legale. Infine l’episodio intimidatorio di qualche giorno fa dei petardi esplosi contro la sua auto perché – secondo la testimonianza della donna – non gli veniva consentito di vedere il figlio. Accesso negato poiché l’uomo era spesso sotto gli effetti di sostanze stupefacenti, sempre secondo quanto riferito dalla stessa vittima in sede di denuncia. Il gesto, tra l’altro, è stato in seguito rivendicato dal suo ex che l’ha contattata telefonicamente per riferirle cosa avesse fatto alla sua auto.
Un atto intimidatorio decisivo per il gip della procura di Nola che ha ritenuto a quel punto l’uomo “pericoloso”  –  morbosamente ossessionato dalla ex da non riuscire ad accettare la separazione – e capace a quel punto di realizzare le minacce rivolte, ovvero di bruciarla viva. Tutte le precedenti querele della donna erano state archiviate. Determinante, duque, l’atto intimidatorio del 18 scorso. “Elementi indicativi di un serio ed attuale pericolo di reiterazione di simili e più gravi episodi – scrive il gip – Le reiterate minacce di morte mediante bruciatura, che ricordano in modo inquietante i gravi episodi di violenza contro le donne di cui alla cronaca recente, rendono evidente il grado elevato del pericolo di recidiva, rendendo indispensabile l’applicazione di un presidio cautelare che salvaguardi l’incolumità della denunciante”. Secondo il parere del giudice per le indagini preliminari, la gravità dei fatti accertati e soprattutto la gravità delle minacce proferite dall’uomo – rivolte senza sosta nel corso degli anni – che lungi dal rimanere a livello meramente verbale, hanno visto nell’episodio del 18 agosto un primo, pericoloso atto dimostrativo, e rendono ineludibile, a questo punto, l’adozione del “massimo presidio cautelare detentivo”, ossia quello carcerario, unico che permette di salvaguardare in modo efficace l’incolumità della donna. Non sufficiente la custodia domiciliare neanche se fosse supportata da ulteriori dispositivi elettronici. Si sono così aperte le porte del carcere per l’uomo destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Nola per atti persecutori.

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