lunedì 26 Settembre 2022
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Napoli ricorda la grandissima Mia Martini intitolandole una sala convegni

NAPOLI. Venerdì 4 luglio 2014 alle ore 11, a Napoli, sarà intitolata ufficialmente, alla memoria di Mia Martini, una sala convegni del Centro Asterix, in via Domenico Atripaldi, ricadente nella Sesta Municipalità a Barra.

La decisione era stata già presa a Febbraio con una delibera della Giunta presieduta dal Sindaco Luigi de Magistris, dopo che la Commissione toponomastica e il Consiglio della VI Municipalità (Presidente della VI Municipalità dott.ssa Anna Cozzino) si erano espressi favorevolmente sulla proposta avanzata dal club ufficiale Chez Mimì, autorizzato dalla stessa artista in vita, in collaborazione con Suoni Del Sud.
All’inaugurazione sarà presente il Sindaco Luigi De Magistris e vedrà anche la partecipazione della Dott.ssa Anna Cozzino, una rappresentanza del club ufficiale Chez Mimì, Nino Romeo del Premio Mia Martini, Fondazione Mia Martini. Interverranno, per Suoni Del Sud: Peppe Ponti, Antonio De Guglielmo, Michele Mango, Dott. Gennaro Cavallaro, Renata Castaldo, Gianluca Varriale. E inoltre: Enzo Gragnaniello, Benedetta Valanzano, Tony Cercola, Mario Maglione, Franco Del Prete, Popularia, Il Giardino dei Semplici, Rino Zurzolo, Lino Vairetti, Osanna, Tueff, Dope One, Ciccio Merolla, Valentina Crimaldi, Carmine Aymone, Nino Marchesano, Lino Pariota.
E’ importante rilevare che la richiesta inoltrata è stata accompagnata da una raccolta di firme di cittadini residenti a Napoli e di molti artisti della città del Vesuvio.
La corrispondenza di amorosi sensi tra Mia Martini e Napoli è nota. Come scrive il giornalista Federico Vacalebre: ‘lei si rifugiò quando disse: “fermate il mondo voglio scendere”. Il mondo da cui scappava era quello, feroce, delle canzonette come saponette, delle dicerie facili, dei festival brutti, sporchi e cattivi. Napoli la adottò, la curò, la coccolò, le restituì forze e fiducia in se stessa, le regalò un autore (Enzo Gragnaniello), una canzone- capolavoro (“Cu’mme”) e un grande vecchio-bambino con cui tornare in hit parade (Roberto Murolo).
‘E quando canta Napoli, commenta lo stesso Murolo, vive Napoli, la sua voce è quella di Napoli, forse perché è una donna del Sud, forse perché ha sofferto tanto, forse perché cantare non è soltanto una professione per lei, ma soprattutto è un modo di trasmettere ogni sentimento, dal più dolce a quello più disperato… E perciò Napoli l’ha ripagata con entusiasmo, spesso mi ha mostrato, commossa, un foto scattata ad un suo concerto al Teatro Mediterraneo dove c’è un ragazzo con uno striscione e lo slogan: Mia, Napoli ti adotta come Maradona. E lei a ripetere: Sono troppo buoni, eppure mi entusiasma tutto questo affetto e mi elettrizza vedere di chi mi ascolta in faccia l’effetto della mia voce’.
‘Era semplicemente innamorata della vita, dichiara Enzo Gragnaniello. A Napoli lei si rigenerava, è come mettersi sotto a un albero, lasciarsi risucchiare tutte le impurità e liberarsi da tutto il negativo che la circondava. Era una persona molto intelligente, sensibile e imprevedibile, un’interprete ideale di ogni autore, molto attenta e critica nei confronti dei testi e con una grande cultura, nascondeva una grande sensibilità perché non si può cantare in quel modo, solo le persone che hanno sofferto possono farlo. Ed è questa immagine che ho avuto subito di lei, non appena l’ho conosciuta, che mi ha ispirato i versi di Cu’mme, si tu nun scinne in funno nun ho puo’ sapè.’

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