domenica 17 Ottobre 2021
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Nas, scia di sequestri: casa di riposo,studio dentistico e alimenti

Una vasta operazione dei carabinieri del Nas di Napoli ha toccato diverse strutture nei comuni del Napoletano, da Casalnuovo, Giugliano, Mugnano e San Giovanni a Teduccio. Due strutture chiuse – un laboratorio odontoiatrico e odontotecnico e una casa di riposo – e diversi prodotti alimentari da forno e dolciari sequestrati per la mancata rintracciabilità degli stessi.

Ispezione partita nel quartiere di San Giovanni a Teduccio: i militari del Nas di Napoli hanno sequestrato dei locali adibiti abusivamente a laboratorio odontoiatrico ed odontotecnico. La posizione di chi gestiva materialmente i locali e le attrezzature – che sono state tutte sequestrate –  saranno successivamente sottoposte alle valutazioni dell’autorità giudiziaria competente.

A “Villa Irene”, casa albergo per anziani, a Mugnano di Napoli, diverse carenze strutturali ed organizzative riscontrate all’interno della struttura – a seguito di una lunga ispezione dei Nas – hanno avuto come conseguenza la chiusura dell’attività. Lo ha, infine, stabilito lo stesso sindaco del comune di Mugnano di Napoli, con  un’ordinanza che ne sanciva la cessazione della casa di riposo.  La struttura che si trova in via Torino, legalmente rappresentata dal 55enne V. F., è stata così chiusa, dalle autorità comunali disponendo il trasferimento di tutti gli ospiti della casa di riposo in un’altra sede.

Altro controllo alimentare è stato eseguito al bar rosticceria in via Siviglia, a Casalnuovo di Napoli, rappresentata da un 36enne – dove i militari del Nas hanno sequestrato circa venti chili di prodotti di rosticceria: pizzette e rustici farciti, rinvenuti privi di qualsivoglia indicazione utile a garantirne la loro rintracciabilità.

Alla pasticceria a Giugliano in Campania, gestita da un 45enne, i militari del Nucleo antisofisticazione hanno sequestrato oltre 33 chili di prodotti tipici di pasticceria – torte di vario tipo e altri prodotti di pasticceria – poiché gli alimenti dolciari pronti alla vendita non avevano, al momento del controllo, nessuna indicazione “obbligatoria” utile a garantirne la loro rintracciabilità.

 

 

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