mercoledì 24 Aprile 2024
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Presentazione del volume di Matilde ROMITO “Una nuova Salerno romana”

Salerno, Sala del Gonfalone del Palazzo Municipale, 13 aprile 2023, ore 16.30.

Saluti Istituzionali di Vincenzo NAPOLI, Sindaco di Salerno; Ermelinda DI LIETO, Presidente Onorario del Centro di Cultura e Storia Amalfitana; Susy CAMERA D’AFFLITTO, Referenti rapporti Istituzionali FAI Salerno.

Introduzione e coordinamento: Alfonso ANDRIA, Presidente del Centro Universitario Europeo Beni Culturali di Ravello

Interventi: Rosaria PERRELLA e Paolo PEDUTO, Archeologi

Conclusioni: Matilde ROMITO; Archeologa e Autrice del libro.

“Quando più di venticinque anni fa scrissi di Salerno romana attraverso i reperti conservati nel Museo Archeologico Provinciale di Salerno, non pensavo che si sarebbero potuti rilevare altri interessanti elementi per una revisione del quadro della città romana appena tracciato. A metà degli anni Novanta erano emersi dal riscavo dei depositi di quel museo centinaia di reperti trovati già nell’ultimo trentennio dell’Ottocento e poi negli scavi e nei trovamenti dei primi trent’anni del secolo scorso. Dai rinvenimenti occasionali di fine Ottocento dagli sbancamenti lungo il Corso Vittorio Emanuele per la nascita della ‘città moderna’ dopo l’unità d’Italia, alle lucerne rinvenute sotto la Scuola Vicinanza nel 1913, ai materiali per l’erigenda Banca d’Italia alla fine degli anni Venti, ai corredi dalle trincee di fondazione per la costruzione del Tribunale, fino ai reperti presso la Stazione Ferroviaria dopo la guerra, per citare gli episodi più salienti di quei decenni a cavallo di secolo. Reperti che consentirono di delineare l’immagine di una città ricca di spunti di lettura, ma restata sempre obliterata dalla fama della città medievale. Restava poi insoluta, ai miei occhi, la questione della iconografia della bella testa di bronzo, ritenuta di Apollo fin dal ritrovamento nel 1930, sulla quale non avevo osato azzardare ipotesi diverse, essendo stata sostenuta senza tentennamenti da tutti gli studiosi, o quasi, che se ne erano occupati. Oggi la revisione di articoli di inizio Novecento e, di converso, la pubblicazione di recentissimi resoconti di scavi vicino alla Ferrovia, come la stessa rilettura delle citate note sulla rivista “Notizie degli Scavi di Antichità” di fine Ottocento, concorrono a definire in modo più esaustivo e sfaccettato l’immagine della città nel periodo di cui ci occupiamo. Si è dato molto spazio ai resoconti d’epoca la cui rilettura appunto ha fornito altri spunti, riproponendo interi brani sconosciuti ad un più vasto numero di lettori”.

Giornate di studio Memoria e identità. Il reimpiego della scultura antica e medievale nei paesaggi e nelle architetture delle Costiere Amalfitana e Sorrentina

Amalfi, Biblioteca Comunale, 14-15 aprile 2023

Il progetto MemId, articolato in tre unità di ricerca (Università degli Studi di Genova, Trento e Napoli Federico II), sta indagando dal 2021 il fenomeno del reimpiego della scultura medievale in Età moderna (https://-memid.it/) con lo scopo di censire su base territoriale non solo gli episodi ispirati da finalità materiali, ma anche e soprattutto quelli che rivelino motivazioni più profonde di tipo culturale, simbolico e religioso.

Da questo punto di vista le Costiere di Amalfi e Sorrento costituiscono un interessante campo di indagine sia per le complesse dinamiche storico-sociali che ne hanno accompagnato lo sviluppo a partire dall’età medievale, sia per il carattere appartato dei loro territori, che nel corso dei secoli ha incoraggiato, in forme visibili e consapevoli, la pratica del reimpiego della scultura medievale, ma anche di quella antica, reperita in loco o di importazione.

Di qui un peculiare palinsesto urbano e materiale, riscoperto via via nel tempo da architetti e viaggiatori, e sul quale dialogheranno nel corso del convegno storici, archeologi, storici dell’arte e dell’architettura, esperti di restauro e del paesaggio.
NOVITA’ EDITORIALI

Matilde ROMITO, Una nuova Salerno romana. Amalfi 2022, pp. 175, ill.

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Vincenzo SEBASTIANO, L’articolazione regionale dell’architettura romanica in Costiera Amalfitana tra l’XI e il XII secolo. Il patrimonio storico-artistico di Scala. Amalfi 2022, pp. 303, ill.

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Essad Bey: un genio in fuga da sé stesso, a cura di Michail TALALAY. Amalfi 2022, pp. 255, ill.

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John MORRISSEY, Amalfi moderna nel Medioevo, traduzione di Olimpia GARGANO. Amalfi 2022, pp. 247.

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Il Centro di Cultura e Storia Amalfitana ricorda che è possibile destinare all’Associazione il cinque per mille dell’IRPEF senza alcun onere aggiuntivo e senza rinunciare alla scelta dell’otto per mille

Come fare?

Per destinare il cinque per mille al Centro di Cultura e Storia Amalfitana, basta segnalare la scelta al commercialista o al CAF al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi, apponendo la firma nella relativa casella (Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative etcc) indicando poi anche il codice fiscale del Centro di Cultura e Storia Amalfitana: 95001840651=

Centro di Cultura e Storia Amalfitana – Supportico S. Andrea, n. 3 – 84011 Amalfi (SA)

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