domenica 22 Maggio 2022
HomeCronacaSomma. Violenze tra le mura domestiche: la moglie in ospedale, lui in...

Somma. Violenze tra le mura domestiche: la moglie in ospedale, lui in carcere

SOMMA VESUVIANA. Angherie, solo angherie. Continuate e ripetute. Un crescendo. Violenze tra le mura domestiche: un marito contro sua moglie. Lei in ospedale, lui in carcere.

La minaccia e e la ferisce, lei, sua moglie afferrando un coltello e puntandoglielo contro il volto di lei, messa all’angolo inerme e senza difese. Poi la fine dell’incubo. In manette un 27enne di origini rumene. I carabinieri della locale stazione lo hanno arrestato mentre ancora urlava e impugnava l’arma bianca contro la sua compagna. E dopo lo choc della donna parte il suo lungo racconto. Uno sfogo. Un fiume in piena tra il dolore e il terrore che ancora tutto si possa ripetere.

Dalla denuncia della vittima, coetanea e connazionale del coniuge, è emersa una storia  – l’ennesima – di maltrattamenti tra le mura domestiche – che duravano da tempo. Da anni. I motivi sempre tanti, a detta di lui c’era sempre qualcosa che non andava. I militari dell’arma sono intervenuti oggi, in via Botteghe, un intervento di urgenza a seguito di una segnalazione al 112 fatta – per fortuna – da un cittadino che ha sentito le urla della donna e intuito il pericolo. L’uomo è stato così bloccato nella sua abitazione, era ancora in forte stato di agitazione, arrabbiato che inveiva contro la moglie. Una lite per futili motivi portata ancora una volta all’estremo. Poco prima dell’arrivo dei carabinieri, infatti, il 27enne, armato di coltello, aveva minacciato e ferito lievemente la moglie. Nel corso degli accertamenti conseguenti all’intervento è emerso che analoghe la donna era vittima da tempo del comportamento violento dell’uomo, suo marito: violenze fisiche e vessazioni psicologiche. La donna è stata accompagnata alla clinica Trusso di Ottaviano dove i medici le hanno diagnosticato “lievi lesioni da arma bianca guaribili in 5 giorni”. Mentre l’uomo è stato arrestato e trasferito al carcere di Poggioreale.

 

di Patrizia Panico

Articoli recenti