venerdì 14 Maggio 2021
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A Napoli i 135 migliori scatti in mostra al “World Press Photo 2018”

di Maddalena Nardaggio

NAPOLI. World Press Photo 2018, la mostra che comunica

Domenica 16 dicembre, si è conclusa la mostra internazionale del World Press Photo, tenutasi presso il Palazzo delle Arti di Via dei Mille nella quale i visitatori hanno potuto ammirare i 135 scatti vincitori, realizzati da 42 fotografi provenienti da 22 paesi di tutto il mondo, selezionati da una giuria internazionale che per 3 settimane ha visionato 73.044 fotografie di 4.548 fotografi.Il premio della”Photo of the Year” della 61esima edizione è andato a Ronaldo Schemidt, fotografo venezuelano dell’Agence France Presse, che il 3 maggio 2017, nel corso di una manifestazione di protesta a Caracas contro il presidente Maduro ha immortalato un ragazzo in fiamme che scappa.La fotografia, secondo le parole della giuria, ha rappresentato l’emblema di un “paese in fiamme” vincendo il primo posto nella categoria “Spot News”, immagini singole.
Tra i vincitori del contest 2018 ci sono anche 5 italiani: Luca Locatelli, (2° nella categoria Environment – storie); Alessio Mamo, (2° nella categoria People – singole); Giulio di Sturco ( 2° nella categoria Contemporary Issues – singole); Fausto Podavini (2° nella categoria Long-Term Projects) e Francesco Pistilli (3° nella categoria General News), ospite nel pomeriggio di Sabato 15 dicembre, dove ha raccontato il suo lavoro: Lives in Limbo, il dramma di migliaia di rifugiati bloccati in un magazzino abbandonato dietro la stazione ferroviaria di Belgrado, dopo che avevano provato ad attraversare la Serbia per cercare una nuova vita in Europa.
La più prestigiosa mostra di fotogiornalismo al mondo è un vero e proprio viaggio per immagini, dei fatti più rilevanti del pianeta. Le argomentazioni trattate sono le più svariate dai temi sociali ai mutamenti climatici, dalle migrazioni ai fatti cronaca, ambiente, attualità, politica, eccetera. Il World Press Photo è un importante evento culturale dal valore fortemente educativo e sociale. Attraverso l’impegno di alcuni fotografi-documentaristi che sviluppano progetti a lungo termine è possibile far conoscere al mondo fatti poco noti alle cronache quotidiane come, ad esempio, l’atroce tortura dello stiramento del seno, una pratica disumana del Camerun applicata alle bambine in età puberale, allo scopo di impedirne lo sviluppo, con la convinzione di preservarle dagli stupri e dalle avance sessuali. Il reportage è opera della fotografa Heba Khamis che si è aggiudicata il primo premio reportage – “storie di attualità”. Oppure il tenero reportage sull’orfanotrofio degli elefanti a Reteti (Kenya). Illavoro della fotografa Ami Vitale (vincitrice primo premio -categoria natura) racconta la storia di piccoli cuccioli di elefanti abbandonati che recuperati e accuditi dagli abitanti del luogo, quasi tutti ex guerrieri Samburu, vengono poi integrati nel loro habitat naturale.
Queste, come molte altre storie, rappresentano il lavoro svolto dalla wpp foundation che attraverso il suo operato può considerarsi una gigantesca piattaforma globale che connette le persone con le storie che contano e raccontano il pianeta.

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