giovedì 29 Luglio 2021
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Bonus spesa. Rifondazione comunista: “Migranti e senzatetto esclusi”

MARIGLIANO-MARIGLIANELLA-BRUSCIANO. Rifondazione comunista:”Segnalate discriminazioni sull’erogazione dei Buoni Spesa nei Comuni di Marigliano, Mariglianella e Brusciano”.

La Federazione provinciale napoletana insieme al Circolo mariglianese del Partito della Rifondazione Comunista sostiene e rilancia il comunicato delle associazioni YaBasta! e Nova Koinè che denunciano modalità discriminatorie di erogazione dei Buoni Spesa del Comune di Marigliano. Il Comune di Marigliano, così come il Comune di Mariglianella e quello di Brusciano hanno applicato il requisito del permesso di soggiorno per accedere al Bando Buoni Spesa tagliando fuori interi settori delle comunità territoriali che abitano nell’area pomiglianese-nolana. Eppure i Buoni Spesa dovrebbero essere destinati proprio a quelle persone e a quelle famiglie maggiormente disagiate dal punto di vista economico prescindendo dalla classe sociale e dalla nazionalità di appartenenza. Già nei giorni scorsi le associazioni Nova Koinè e YaBasta!, le quali si occupano da anni di attività sociale in sostegno degli immigrati e degli indigenti, avevano invitato il sindaco e i funzionari del Comune di Marigliano ad eliminare il requisito della residenza e del permesso di soggiorno dai bandi per i Buoni Spesa. Ebbene il bando è stato corretto eliminando il requisito della residenza nel Comune ma lasciando quello del permesso di soggiorno. Si tratta di un’ingiustizia evidenziata anche dall’ASGI (l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) che ha indirizzato al Comune di Marigliano la diffida per segnalare le discriminazioni nei confronti dei migranti privi di permesso di soggiorno che vivono nel nostro territorio. Evidentemente l’amministrazione del sindaco Carpino sta dimostrando negli ultimi anni un’impostazione politico-ideologica sempre più omologata a quella del centro-destra, infatti un progetto amministrativo di sinistra dovrebbe evitare di provocare la guerra tra poveri, tra le persone bisognose di aiuto, che in quanto tali lo sono a prescindere dal colore della pelle o dalla condizione abitativa: per quale motivo dovrebbero essere esclusi i senzatetto e gli stranieri? Non ci risulta che il coronavirus escluda i poveri dal contagio in base alla nazionalità o alla residenza per cui sarebbe un atto di giustizia sociale quello di concedere la solidarietà senza esclusioni. Infatti, come ha ben evidenziato l’ASGI a proposito dell’erogazione dei Buoni Spesa:
– si tratta di interventi straordinari destinati a supplire alla perdita di occasioni di lavoro provocata dall’emergenza. In quanto tali, devono essere rivolti a tutti coloro che appartengono a una comunità territoriale e hanno subito gli effetti di tale particolare situazione, indipendentemente dalla nazionalità, dal titolo di soggiorno, dalla durata della permanenza precedente sul territorio.
– – quanto agli stranieri privi di titolo di soggiorno, va tenuto conto che in questa particolare situazione essi non hanno alcuna possibilità di lasciare il nostro paese stante il blocco della mobilità internazionale e l’indisponibilità dei paesi di origine a riammetterli nel territorio. Si tratta dunque di persone “irregolari”, ma di fatto costrette a restare nel nostro paese; e di persone che, a causa dell’emergenza, hanno dovuto abbandonare i loro precari lavori (rider, badante ecc.) subendo le conseguenze più immediate e pesanti del blocco: non vi è dunque alcun motivo per escluderli dall’aiuto assegnato a titolo di “solidarietà alimentare” (come infatti dispone la citata Ordinanza n. 658).
– infine, quanto al requisito della residenza nel Comune, lo stesso non deve essere considerato (né per gli italiani, né per gli stranieri) come residenza anagrafica, pena l’esclusione dei soggetti senza fissa dimora che sono anch’essi in condizione di particolare bisogno o dei richiedenti asilo che, in conseguenza dell’entrata in vigore del primo decreto sicurezza, non vengono iscritti all’anagrafe dalla maggior parte dei Comuni, pur avendo comunque diritto, ai sensi dell’art. 13 d.l. 113 convertito in l. 132/2018, ad accedere ai servizi erogati sul territorio.

Segnaliamo inoltre la sentenza del Tribunale di Roma che di fatto riconosce anche agli stranieri irregolari il diritto di ottenere i buoni spesa.

Chiediamo allora che i comuni di Marigliano, Mariglianella e Brusciano correggano i requisiti dei bandi per non lasciare nessuno indietro. La comunità dei migranti è parte integrante dei nostri comuni e, regolari o irregolari, loro sono qui, vivono nelle nostre case, lavorano nelle nostre famiglie e nelle nostre aziende, vivono la quarantena come noi e perdono il lavoro (quello sì irregolare come per tanti italiani) come noi.

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