mercoledì 24 Aprile 2024
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La “Super Stagione” 2023-2024 del Teatro Bolivar di Napoli

Mancano pochi giorni per la riapertura del botteghino del Teatro Bolivar di Napoli per potersi accaparrare i pochi abbonamenti rimasti per la “SuperStagione” 2023-2024.

Veramente una Stagione Super quella del Teatro a Materdei con un cartellone ricco e pieno di nomi e pièce che hanno quasi fatto chiudere in notevole anticipo la campagna abbonamenti: Giobbe Covatta, Mimmo Borrelli, Elio Germano e Theo Teardo, Sabrina Guzzanti e Giorgio Tirabassi; a Natale la Nuova Compagnia di Canto Popolare e, per gli amanti dello sport, La Storia Cantata di Maradona e Mercedes Sosa “Ele Pelisa Y la Negra” di e con Cosimo Damiano Damato e con Simona Molinari e Blu infinito della Evolution Dance Theatre, una coreografia fatta di giochi di luci, forme e colori che uniti alla performance di ballerini, ginnasti, contorsionisti ed illusionisti crea uno spettacolo dal notevole impatto visivo.

Una formula di abbonamento che permette di scegliere tra 5 spettacoli o il cartellone completo degli 8 spettacoli, per entrambi c’è in omaggio la visone del “La Tempesta di Shakespeare Raccontata da …” la rappresentazione prodotta dallo stesso Teatro Bolivar e dalla direzione artistica “Nu Tracks” messa in scena dagli allievi della Bottega teatrale di Fulvio Sacco che insieme ai corsi del Laboratorio pedagogico teatrale daranno la possibilità a tutti, ragazzi e piccini di cimentarsi con la recitazione; per i nuovi iscritti, il mese di settembre sarà completamente gratuito!

I padroni di casa, Romina e Toni De Luca, continuano a credere nel Teatro Bolivar come luogo di aggregazione e sinergia con il quartiere Materdei attraverso i laboratori teatrali, a cui viene abbinato – grazie alla direzione artistica a cura Anna Evangelista e Stefano Scopino – un programma ricco e di respiro internazionale.

Dal 2007, anno della rinascita del Bolivar, il teatro è diventato un punto di riferimento artistico e culturale della città di Napoli e sociale in un quartiere storico a metà tra la parte alta della città e la collina dei Camaldoli, facilmente raggiungibile con la metropolita e dall’uscita della tangenziale di Capodimonte.

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