venerdì 27 Gennaio 2023
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Nuovo sindacato carabinieri: “Gli scontri di Pagani ennesimo attacco allo Stato”

PAGANI. Dalla segreteria Provinciale del Nuovo Sindacato Carabinieri di Salerno riceviamo una nota che di seguito pubblichiamo.

Sembrava un inizio anno prospero per le istituzioni, ma la cattura del super boss – ancora alla ribalta delle cronache – non ha arrestato la violenza in tutte le sue forme piu’ brutali!

E’ domenica, il giorno del pallone per molti tifosi, ma per alcuni e’ il giorno del martirio.

Il calcio – cosi’ come lo sport in generale -, seppur nella sua competitivita’, deve essere un momento di aggrgazione sociale, soprattutto in quelle realta’ piu’ periferiche e “marginali”, in cui, prepotenti e divisive, si insinuano il degrado e la violenza .

E’ il 22 gennaio 2023, quando, a pagani, un match calcistico evolve nella sua peggiore aberratio competitiva: sciarpe e bandiere si “trasformano” in spranghe, pietre e petardi.

Vecchie ostilita’ radicate ed incancrenitesi in un tessuto socioculturale istituzionalmente debole, in cui gli assetti evolutivi – welfare ed istruzione – hanno registrato, negli anni, continui decrementi economici ed organizzativi.

E’ proprio in questi “spaccati” che eventi di siffatta specie trovano terreno fertile, su cui, vigorosi ed indomiti, attecchiscono la violenza e lo sprezzo per le istituzioni ed il vivere civile.

Eppure, a pagani come a palermo ed in gni dove, sul” campo” lo stato c’e’!

Ci sono le sue donne ed i suoi uomini, quelli che, ogni giorno, indossata l’uniforme, salutano le proprie famiglie, con l’auspicio di rimboccare le coperte ai propri figli!

Pertanto, come o.s. non possiamo esimerci dall’esprimere la nostra solidarieta’ ed il nostro supporto ai colleghi che, negli scontri di pagani, hanno contrastato tale barbarie, mitigandone gli effetti sulla collettivita’ e subendone, in prima persona, la bestiale aggressivita’. Presentarsi ad una competizione sportiva con mezzi atti ad offendere e’ una scelta consapevole e premeditata, in cui nessuna attenuante pretereintenzionale puo’ essere invocata a sostegno di una scellerata dinamica “azione-reazione”. Per contro, intervenire ad un evento pubblico, per un appartenente alle forze dell’ordine, non e’ una scelta personalistica, ma l’espletamento di un officio disposto a tutela della collettivita’. Cio’ nonostante, seppur preparato ed equipaggiato, il pubblico ufficiale e’ costretto, talvolta, a subire la ferocia di tali atti criminosi, perche’ qualsiasi iniziativa, ancorche’ dovuta dalla contingenza, potrebbe essere stigmatizzata come abuso di potere.

Cio’ che amareggia non e’ la perseveranza di tali episodi, ma che la loro abitualita’ ne possa inflanzionare la gravita’ in termini di rischi cui si espongono le forze dell’ordine.

Forze dell’ordine gia’ costrette, nella quotidianita’ lavorativa, a subire non solo le criticita’ambientali connesse a tali contesti socioculturali, ma anche quelle “interne” afferenti l’organico e la logistica.

Gia’ due anni fa, questa stessa o.s. riferiva di alcuni disagi logistici ed operativi rilevati presso la tenenza carabineri di pagani, che – tra l’altro – viene investita anche del servizio di o.p., sia in termini di gestione che di partecipazione attiva.

Cio’ posto, sulla scorta di quanto accaduto a pagani ed in altre situazioni similari, che, purtroppo, evidenziano le debolezze del sistema stato, questa O.S. perseverera’ la sua azione a tutela deigli appatenenti alle forze dell’ordine, non senza ribadire la necessita’ di una risposta piu’ concreta e decisa da parte delle istituzioni, sia in termini punitivi che preventivi.

La certezza di una pena che non sia solo commisurata alla efferatezza del crimine commesso, ma anche al rischio – affatto marginale – cui si espongono, quotidianamente, le forze dell’ordine.

Limprevedibilita’ delle condotte criminose deve essere contrastata con una azione sinergica, che coinvolga tutti i vertici delle istituzioni rappresentative dello stato. L’innovamento normativo non puo’ prescindere dall’efficientamento operativo.

Non c’e’ prevenzione senza sostentamento economico e culturale, cosi’ come non c’e’ repressione senza certezza della pena e tutela per gli operatori di polizia!

La segreteria provinciale nsc salerno, oggi piu’ che mai, persevera nel suo motto: “alia tempora currunt!”.

La Segreteria Provinciale NSC di Salerno

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