venerdì 25 Giugno 2021
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Parcheggio Icos, danno da 3 milioni di euro. Citati progettisti e comune

CASALNUOVO. Icos s.r.l.: “Danno di 3 milioni di euro”. Oltre a citare il comune di Casalnuovo, per 600 mila euro, la Icos s.r.l. di Aniello Raucci cita in giudizio anche i progettisti.

Nel 2004 il Comune di Casalnuovo autorizzò la ditta Icos s.r.l. ,di Aniello Raucci, a realizzare un parcheggio interrato in Via Nazionale delle Puglie. Il permesso venne in seguito impugnato da un’altra impresa locale, la Dafne sas. Quest’ultima, una società proprietaria di un immobile confinante con l’opera da realizzare da parte della Icos.

Una vicenda giudiziaria capitolata circa un mese fa con una sentenza del Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso della Dafne. Il comune emette così un’ordinanza di demolizione dell’opera della Icos. La società di Aniello Raucci cita in giudizio l’Ente comune e i progettisti per il danno ingente “Tre milioni di euro”. Non si hanno dichiarazioni da parte dell’attuale amministrazione comunale, e traspare amarezza sulla vicenda, dalle parole del rappresentante legale della Icos s.r.l. , per una situazione difficile che va complicandosi sempre più.

Cosa è successo tra la ICOS srl ed il Comune di Casalnuovo?

La soc. ICOS srl ha realizzato nel periodo 2004/07 un parcheggio interrato alla via delle Puglie con PdC n. 64/2004 e variante n. 163/2005 su progetti dell’arch. Iorio Katia. La ICOS ha ottenuto un ulteriore permesso in sanatoria n. 18/2013, ex art. 36 DPR 380/2001, per il completamento del parcheggio, su progetto dell’arch. Posillipo Antonio, rilasciato dal Dirigente III Settore Urbanistica e LL.PP., Ing. Giuseppe Savoia. Con sentenza n. 3458/2016 il Consiglio di Stato ha annullato definitivamente il titolo edilizio, perché ritenuto illegittimo, avendo il Comune autorizzato l’opera su di un’area sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta, perché ricadente all’interno della fascia di rispetto del vincolo stradale e posta fuori dal Centro Abitato, ai sensi della L. 1150/42, L. 9/1991 etc..In data 9/3/2017 il Responsabile Settore V ha ingiunto ai proprietari la demolizione dell’opera de qua con Ordinanza di Demolizione n 9/2017.

Cosa fa rabbia all’imprenditore in tutta questa storia ?

Di aver subito un danno gravissimo per oltre 3 milioni di euro per un’opera dichiarata abusiva dal CdS nonostante la sua realizzazione fosse stata regolarmente autorizzata dal Comune di Casalnuovo secondo i progetti presentati dai tecnici nel 2004/05 e poi dichiarati conformi nel 2013 dal Dirigente con ulteriore esborso di circa 70.000 euro a titolo di oblazioni. Allo stato sono incardinati 18 giudizi presso il Tribunale di Nola promossi dai proprietari dei box nei confronti della ICOS che ha dovuto citare in giudizio, per il risarcimento del danno, sia il Comune di Casalnuovo che i tecnici.

A prescindere dai tecnicismi giuridici e dalla legittimità degli atti, il cittadino comune che legge di questa vicenda potrebbe percepire una assenza di certezza del diritto. Prima si rilasciano i permessi su un manufattoe poi un tribunale ne sancisce. Fare impresa è difficile…

 La doglianza maggiore è riferita alla totale indifferenza delle Istituzioni locali che perdura da 16 mesi, il che giustificherebbe l’astensione dell’A.C. da ogni azione disciplinare nei confronti del Dirigente e dei funzionari comunali per lo spoglio dell’immobile, in danno di decine di acquirenti in buona fede dei box certi della legittimità del manufatto in forza de titoli edilizi rilasciati, invece poi dichiarato illegittimo dal Consiglio di Stato. Un atto che sarebbe dovuto per un danno milionario, senza appello, che vede chiamati al risarcimento il Comune di Casalnuovo ed i progettisti, e che ha, effettivamente, sancito la perdita di certezza del diritto, una prerogativa esclusiva dell’Ente perché garante della legittimità di tutti gli atti comunali rilasciati, tra cui i titoli edilizi, che tuttora parrebbe disattesa dal Primo cittadino e dall’Amministrazione Comunale di Casalnuovo (NA).

 

 

 

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