martedì 16 Aprile 2024
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Quattro dirigenti lasciano il Pd, ecco la lettera per Renzi

NAPOLI. Mesi di pazienza e sopportazione, mesi passati a cercare di farsi ascoltare, mesi di decisioni prese dall’alto e difficili da mandar giù e poi alla fine “Questa volta mi avete proprio convinto, addio Pd”. Una lettera firmata da quattro dirigenti regionali e provinciali dei Democratici Paola de Gennaro (Direzione regionale PD Campania), Nazario Malandrino (Del. Reg. Assemblea Costituente PD Campania e cofondatore gruppo PD Consiglio VI Municipalità Napoli), Antonello Simeoli (Consigliere V Municipalità Napoli, Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Viabilità) Nino Simeone (Commissione provinciale di Garanzia – PD Napoli) che hanno deciso di scrivere una lettera aperta al segretario nazionale del partito Matteo Renzi, a quello regionale Assunta Tartaglione e quello provinciale Venanzio Carpentieri.

Ecco il testo integrale della missiva

“Cari Segretari, abbiamo sempre pensato che le battaglie politiche andassero condotte dall’interno del partito. Oggi questa convinzione perde per noi ogni forza e vincolo”, scrivono i firmatari, “Da troppo tempo ormai avvertiamo il disagio e il tormento del dover mantenere la barra a dritta, anche quando si fa palese la deriva a destra del Partito Democratico. Una deriva che nonostante la coerenza e correttezza che abbiamo cercato di testimoniare, ha determinato un allontanamento da noi: ci hanno lasciato molti dei nostri compagni più vicini e buona parte dell’elettorato che non considera più questo PD attendibile ed affidabile… soprattutto non più di sinistra.
Ci imbarazzano le contorsioni etiche del gruppo dirigente nazionale rispetto a Napoli e alla gestione del post-primarie, ma anche alla scelta di chiedere ai nostri elettori di non andare a votare al Referendum sulle estensione delle concessioni per le attività estrattive (trivelle): sono il segno tangibile di una modificazione genetica di questo Partito ormai “conclamata”.
L’incapacità totale e strumentale di tutelare le primarie (momento “sacro” del PD in nome del quale abbiamo superato le nostre precedenti forme organizzative, smobilitato le sezioni, i luoghi di aggregazione e formazione politica) e lo scarso senso di responsabilità continuamente dimostrato dall’attuale gruppo dirigente ci hanno convinto che non ci siano più anticorpi sufficienti per riportare il partito alle sue ragioni fondative.
La forma per noi è sostanza ed è impossibile per alcuni di noi anche solo continuare a militare nel partito, né tanto meno, per altri, continuare a mantenere ruoli o posizioni di “prestigio” per affezione sentimentale ad una tradizione culturale e a valori che ormai vengono costantemente traditi nella prassi.
Per questi motivi abbandoniamo il Partito e gli incarichi che (alcuni) ricoprivamo nello stesso.
Il pensiero va infine ai tanti compagni che in questi giorni stanno giungendo alle medesime conclusioni e ai quali sentiamo di offrire un segno inequivocabile della nostra scelta perchè ne abbiano contezza.
Vi preghiamo dunque di estendere a loro il nostro saluto di commiato e di considerare la presente quale congedo definitivo e irrevocabile, comunicato per opportuna quanto dovuta conoscenza”.

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