sabato 25 Giugno 2022
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Regionali 2015, Caiazzo (Pd): “Occorre umiltà, innovazione e coesione”

Regionali 2015, Michele Caiazzo: “Il PD e il centrosinistra hanno, a differenza del 2010, la possibilità di conquistare il governo della Regione. Ma, insieme ad un nuovo progetto di governo e all’abbandono di egoismi e tribalismi, servono umiltà, apertura, innovazione e coesione”.

Elezioni Europee in Italia e in Campania in vista dell’appuntamento con le regionali del 2015 è lo studio a cura dell’ex sindaco di Pomigliano ed ex consigliere regionale Michele Caiazzo che ha elaborato risultati alla mano un lavoro in vista del prossimo appuntamento elettorale. Appena qualche mese fa, esattamente il 25 maggio – scrive Caiazzo – gli italiani sono stati chiamati alle urne per il rinnovo della rappresentanza italiana al Parlamento europeo, ed, in alcune Regioni, per le elezioni regionali (Piemonte e Abruzzo) e comunali. In questo lavoro sono stati raccolti i principali dati elettorali; è stato analizzato il voto nelle Regioni italiane; viene esposta un’analisi più dettagliata dei risultati elettorali nella Regione Campania. Dalla analisi dei dati emergono alcuni spunti di riflessione, in parte già richiamati da alcuni attenti commentatori politici, in parte non considerati nella versione ufficiale elaborata dai media. Il primo dato incontrovertibile è l’astensionismo, che a livello nazionale è divenuto il primo partito: né le sirene populistiche, né gli appelli alla partecipazione ed alla responsabilità sono riusciti a mobilitare quella parte di elettorato che ha trovato appeal, per le motivazioni più varie, nell’astensionismo. Tra i votanti, il partito che riscuote i maggiori consensi è il PD, che raccoglie oltre il 40% dei votiespressi. Percentuale di gran lunga superiore a quelle registrate nelle tornate precedenti, legate sostanzialmente, secondo il giudizio quasi unanime dei commentatori, alla spinta impressa dalla leadership di Matteo Renzi e ad un tracollo del partito berlusconiano che conferma il trend negativo già avviato con le politiche 2013, a testimonianza della scarso appeal di questa forza nell’attuale fase politica. Dati per favoriti alla vigilia, e per questo grandi sconfitti, i grillini riducono la percentuale dei voti validi da loro conquistati rispetto al boom delle politiche 2013. In questo scenario, in Campania si registra un tasso di astensionismo più elevato rispetto alla media nazionale; una vittoria del PD netta ma con percentuali inferiori a quelle nazionali; una buona perfomance dei grillini (registrano una percentuale di oltre 7 punti superiori alla media nazionale); un arretramento delle forze di centrodestra (la percentuale regionale è inferiore di 8 punti rispetto a quella nazionale). Lo scenario regionale, rispetto alle precedenti consultazioni, vede ribaltato il rapporto tra centrodestra e centrosinistra con il primo che scende sotto il 30% ed il secondo che sfiora il 40%, e, soprattutto, la conferma di una forza politica (Forza Italia) che da sola arriva a poco meno del 23%. Si delinea chiaramente uno scenario diverso in cui si svolgerà la prossima competizione elettorale in Campania che si presenta come una partita aperta e dagli esiti non scontati. Bisogna considerare, infatti, la diversa ratio sottesa alle elezioni regionali che, da un lato richiedono un forte radicamento delle forze politiche nei territori, dall’altro sono condizionate non poco dal potere energizzante e coagulante della gestione della macchina amministrativa, dall’altro ancora dipendono, per chi punta a vincere le elezioni, dalla capacità di mobilitazione degli astensionisti mediante una proposta politica (progetto e leadership) innovativa e catalizzante. In conclusione, confermando quanto sostenuto nel precedente lavoro “Verso le Regionali 2015 – Possibili scenari politico-elettorali in Campania” (http://rigenerazionedemocratica2013.wordpress.com/), appare ormai concluso, anche in Campania, il ciclo Berlusconiano. Tuttavia il centrodestra conserva un ragguardevole insediamento ed arriverà alle regionali 2015 detenendo e utilizzando le leve del governo regionale. Il M5S, vedi i risultati conseguiti alle comunali 2014 (pag. 28), non appare in condizione di poter“vincere” le prossime elezioni regionali, ma potrà condizionare, dato il meccanismo elettorale, l’esito del voto.Il PD e il centrosinistra hanno, a differenza del 2010, la possibilità di conquistare il governo dellaRegione. Ma, insieme ad un nuovo progetto di governo e all’abbandono di egoismi e tribalismi, servono umiltà, apertura, innovazione e coesione’’. Rigenerazione Democratica

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