lunedì 20 Maggio 2024
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Sesso e giovani, parla Rossi che sdoganò la sessualità in Tv

di Imma Nappa

MILANO. Alla notizia che MTV chiude ho provato subito tanta nostalgia. Io, come la maggior parte dei trentenni di adesso, sono cresciuta “a pane e MTV “, in particolare con un programma davvero innovativo per quel periodo, “Loveline”.

Quando penso a questo programma mi viene subito in mente Marco Rossi, psichiatra e sessuologo l’esperto che rispondeva a tutte le domande dei giovani presenti in studio. Chissà se anche lui, davanti a questa notizia, ha provato un senso di nostalgia…detto fatto, basta chiederlo!
Alla notizia della chiusura di MTV le e’ venuta un po’ di nostalgia?
“Diciamo di no, nel senso che la nostalgia in realtà mi era già venuta parecchi anni fa, perchè MTV è morta parecchi anni fa, quando hanno smesso di produrre o di produrre seriamente programmi dal loro interno,per cui da quando MTV ha iniziato a trasmettere solamente programmi comprati dall’estero, quindi perdendo quella peculiarità e quell’innovazione che aveva contraddistinto MTV ITALIA nel suo periodo d’oro.Quindi non ho avuto nostalgia,è stato un momento di ricordo; Mtv era già morta da tanto tempo”.

Stanza rossa, sfera trasparente, bigliettini anonimi e il dottor Rossi che rispondeva a tutte le domande “pescate”… era una grande innovazione! C’e’ qualche episodio che ricorda in particolare?
“In realtà ce ne sono tante di situazioni che ricordo anche se ormai si sfumano sempre più nella memoria i ricordi. Diciamo che mi ricordo di situazioni molto divertenti al limite proprio della risata e una grandissima abilità della regista che saltava dall’uno all’altro per evitare di far vedere che ridevamo in diretta. Come quando c’è stata la battuta di un ascoltatore che era in diretta telefonica e diceva una cosa del tipo che “lui ce l’aveva grosso come un gatto”e l’immagine del gatto in quel momento aveva veramente fatto ridere tutti quanti. In realtà è un bel ricordo ed era davvero una trasmissione che era stata innovativa ma specialmente perchè,e per me è stato il punto importante di forza di “Loveline”, perchè quando è iniziato tutto in quel periodo,”Lovline” e Mtv non erano dentro l’auditel, che è la morte dell’innovazione dei programmi televisivi perchè si basa solo sull’ascolto e non sulla resa del programma. Loveline è diventato famoso perchè non è stato chiuso alle prime 2-3 puntate che probabilmente non ha visto nessuno,e dopo un po’ c’è stato il boom ed è diventato un programma famosissimo.Ma è questa l’innovazione:avere la capacità di osare in un campo dove nessuno avrebbe mai osato,e parliamo di un programma per ragazzi dove si parla di sesso di 15 anni fa”.

La generazione degli attuali trentenni si potrebbe denominare “Generazione Loveline”?
Ma secondo lei come sono cambiati in termini di richieste e curiosità i 17enni di oggi rispetto a quelli dei tempi di Loveline?
“E’ vero che c’è tutta una generazione che si può denominare “generazione Loveline” che è cresciuta grazie al programma dal punto di vista delle relazioni, da un punto di vista della conoscenza della sessualità. E’ molto bella e vera questa cosa. Mi accorgo che tantissime persone ricordano ancora moltissimo il programma che non è stato dimenticato. In realtà le richieste e le curiosità dei 17enni di allora sono analoghe a quelle dei 17enni di adesso, perchè l’ignoranza non ha età nel senso che quando non si sanno le cose non si sanno,e non si sapevano 15 anni fa e non si sanno oggi.E nonostante la grande differenza da 15 anni fa ad oggi è che c’è internet che permette di avere tante informazioni,ma i ragazzi non hanno nemmeno quella cultura di base sulla sessualità per avere la capacità di trovare su internet in maniera adeguata le informazioni, perchè non sanno filtrare la fonte ,è questo il problema,proprio questo il motivo per cui c’è grande ignoranza sulla sessualità tra i giovani. In Italia come sappiamo non si fa educazione sessuale o se si fa è solamente a spot o in certe zone, per cui comunque le curiosità sono sempre le stesse”.

Avrebbe senso riproporre un’altra “Loveline”? E se sì, perché?

“Sì, avrebbe senso, dopo 15 anni un programma si può ripresentare secondo quelli che sono solitamente i parametri e gli standard del consumo dei programmi televisivi e avrebbe senso perchè l’esigenza di avere un programma in cui si parli di sessualità, dai giovani è molto sentita. Probabilmente dovrebbe cambiare il format,nel senso magari di dare meno spazio alle telefonate e più spazio ai social network, che sono il nuovo sistema di comunicazione tra giovani. Avrebbe senso anche perchè in Italia attualmente i programmi che parlano di sessualità sono o delle cose immonde, perchè comprate dall’estero o, proprio perchè comprate dall’estero, riguardano abitudini comportamentali e situazioni culturali completamente diverse da quelle dei ragazzi italiani, che non sono paragonabili ai ragazzi americani o del nord Europa.Il problema è che non c’è nessuno in Italia che abbia il coraggio di investire dei soldi per nuovi programmi televisivi innovativi, perchè comunque “Loveline ” anche dopo 15 anni sarebbe comunque un programma innovativo e quindi se non c’è il coraggio di fare programmi nuovi in Italia dovremmo accontentarci di tutti quei programmi stile per famiglie addormentate sul divano, tipo programmi per il sonno,questo è quello che viene prodotto in Italia attualmente”.
E allora ringraziando il dottor Marco Rossi speriamo che si pensi alla produzione di una nuova “Loveline” per le future generazioni.

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