giovedì 1 Ottobre 2020
Home Cronaca Incendiati rifiuti speciali, addetti alla raccolta arrestati dai carabinieri

Incendiati rifiuti speciali, addetti alla raccolta arrestati dai carabinieri

BOSCOREALE. Dovevano raccoglierli e portarli in discarica, e, invece hanno dato fuoco a un cumulo di 25 sacchi di rifiuti speciali: due addetti alla raccolta dei rifiuti arrestati dai carabinieri della locale stazione.

Gli operai avevano trasportato in una zona di campagna un automezzo, tra l’altro utilizzato per la raccolta dei rifiuti comunali, con 25 sacchi contenenti diversi scarti di lavorazioni tessili. Giunti in una località distante dal centro abitato e lontani da occhi indiscreti, gli addetti alla raccolta  hanno dato fuoco al cumulo dei rifiuti ma sono stati scoperti e arrestati dai carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Torre Annunziata, che avevano notato la presenza di un incendio proveniente dalle campagne vicine. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco di Castellammare di Stabia che hanno domato in poco tempo le fiamme evitando che si propagassero alla folta vegetazione circostante causandone un incendio di vaste proporzioni.

Sono finiti così in manette Ciro Madonna, 31 anni di Poggiomarino e Mariano Palmieri, operaio 30enne, residente a Terzigno. Entrambi sono dipendenti della ditta appaltatrice del servizio di raccolta rifiuti per il Comune di Terzigno e sono ritenuti responsabili di illecita combustione di rifiuti e di resistenza a pubblico ufficiale. Dalle indagini eseguite sul posto dai militari dell’arma, è stato accertato che i due operai utilizzando un compattatore della ditta avevano trasportato i rifiuti speciali in via Vecchia Aquino, una zona di campagna di Boscoreale, causandone il rogo. Alla vista dei carabinieri i due addetti hanno tentato la fuga ma sono stati bloccati dopo un lungo inseguimento. Arrestasti i responsabili e sequestrato l’autocompattatore, continuano le indagini dei militari per accertare da quali opifici avessero raccolto gli scarti di lavorazione per disfarsene in maniera illecita. Non si esclude che si possa trattare di fabbriche clandestine e che, dunque, avessero necessità di scaricare i residui delle lavorazioni senza lasciar tracce. I due operai arrestati sono in attesa di rito direttissimo.

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