giovedì 22 Aprile 2021
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Maione: “Palio è una memoria collettiva di tradizioni, di ricordi, di valori”

SOMMA VESUVIANA. Quando mi è stato chiesto di scrivere due righe su questa manifestazione, nel pensare a cosa scrivere, la mia mente continuava a riportarmi a immagini felici: la felicità e le risate dei ragazzi che partecipavano ai vari giochi; il sorriso e l’entusiasmo dei ragazzi impegnati nell’organizzazione della manifestazione degli ultimi anni; l’entusiasmo e la passione dei ragazzi che 25 anni fa hanno dato vita alla manifestazione.

Il Palio allora è comunità, aggregazione, coesione, la gioia di piccole cose, di giochi semplici di una volta. Che bello nel 2015 ritrovarsi a festeggiare i 25 anni di ritrovate tradizioni. I ragazzi del mondo multimediale, di quel mondo definito post – globalizzato, rendono omaggio al mondo rurale fatto di semplicità, di contatto con la terra, di comunicazione fatte di parole e di gesti, insomma, al mondo dei nostri antenati. Il Palio allora è una memoria collettiva di tradizioni, di ricordi, di valori, di principi che si tramandano anno dopo anno. Se è vero che un Paese oggi ha bisogno più che mai delle sue tradizioni, della sua cultura e della sua storia poiché senza tutto questo sarebbe un Paese anonimo, allora il Palio è la rappresentazione della nostra storia contadina della nostra cultura vesuviana. Grazie a tutti questi giovani che nei 25 anni si sono battuti per portare avanti, attraverso questa manifestazione, le nostre tradizioni. Grazie ancora di più di alla lungimiranza di quei giovani di 25 anni fa che, sull’esempio di Chiara Lubich che nel 1991 lanciava l’idea in Brasile dell’economia di comunione, hanno voluto lavorare nella nostra comunità per fornire un’identità storica alle nuove generazioni.
Raffaele Maione

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