sabato 22 Gennaio 2022
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Marigliano, il consigliere Adolfo Stellato (PD) chiede un cambio di passo

Marigliano. Il consigliere mariglianese Adolfo Stellato, chiede un cambio di paso all’amministrazione comunale. La salute pubblica, tanto professata in campagna elettorale non ha trovato ancora la sua realizzazione.

Ecco la sua lettera:

“Un cambio di passo. Nel rumoroso silenzio del gruppo dirigente del Partito Democratico sulle vicende e sulle richieste, ripetute in questi giorni, di consiglieri comunali e membri della direzione; da capolista del PD alle ultime elezioni sento il dovere di fare chiarezza e di esprimere ciò che penso anche in merito al governo cittadino.
La salute pubblica, tanto professata in campagna elettorale, non ha trovato ancora la sua realizzazione. Durante un momento storico così complicato ma dinanzi anche a opportunità irripetibili per il nostro paese, serve un governo cittadino più forte.
Non c’è alcuna crisi di numeri ma esiste piuttosto una crisi della città, avvolta nelle nebbie
dell’immobilismo, persa nelle logiche vecchie e nuove di un potere dall’animo marcio, coinvolta in problematiche vecchie e nuove che continuano a non trovare nessuna risposta.
Ho più volte sollecitato il dialogo, chiesto confronti per discutere dei problemi che attanagliano la nostra città, proposto metodi partecipati e trasparenti per trovare le soluzioni.
Vorremmo discutere di politiche ambientali, legate alla tutela del territorio, all’igiene e al verde cittadino. Vorremmo discutere di raccolta differenziata che essendo tra le più basse del circondario ha influito anche sull’aumento della tari. Vorremmo confrontarci sulle aree di sviluppo della città e della conseguente creazione di nuovo lavoro e non ritrovarci un punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale figlio dell’incapacità gestionale e tra
l’altro incompleto. Vorremmo parlare di sport e dello stato delle strutture sportive e della agibilità e dell’impossibilità dei ragazzi di poter svolgere attività di aggregazione senza vincoli di scelte e cieche imposizioni. Vorremmo discutere di come fare manutenzione ordinaria per restituire dignità al quotidiano di ognuno, al di là di roboanti progetti sui quali abbiamo dovuto comunque alzare la voce per far riconsiderare e per ricordare a tutti che il nostro centro storico è il più importante volano di ripresa della città. Vorremmo discutere di cultura, cercando di non appiattirla ad eventi fini a sé stessi ma mirando alla
concreta valorizzazione e promozione del territorio, realizzando concrete occasioni di effettiva crescita sociale. Vorremo discutere anche del nostro Partito, la casa democratica di tutti, del rumoroso e colpevole silenzio del gruppo dirigente del Partito Democratico. Il tacito atteggiamento, sulle vicende e sulle richieste di consiglieri comunali e membri della direzione, a cui non c’è stata risposta. Da mesi chiediamo al nostro partito di intervenire e di riprendere centralità e di non adeguarsi a metodi che storicamente non sono mai
stati nostri. Va anche alla segreteria metropolitana e regionale questo appello, affinché non siano corresponsabili di una lenta consunzione di idee e sacrifici, di un avvilimento dei nostri valori. Non lo merita una delle più vaste comunità democratiche della provincia, non lo merita la nostra città. Restiamo profondamente delusi dall’assenza di dialettica e comprensione di chi detiene, solitario, le redini della nostra casa.
Dinanzi a queste problematiche, dinanzi a sole decisioni autoreferenziali e verticistiche della giunta, in cui il Partito Democratico ha deciso di non assumere rappresentanza politica a differenza della coalizione di destra, e dinanzi alle nostre richieste: TUTTO TACE in amministrazione e nel partito.
Le uniche risposte vengono fornite con metodi vecchi, vecchi quanto la giunta comunale, attivando la macchina del fango e usando la più bassa delle dialettiche da marciapiede.
A chi strumentalizza e avvelena la battaglia politica, rispondo con la realtà di questi anni: gli eventi, la cultura, l’inclusione, il confronto, l’elezione in direzione regionale. Queste le mie differenze rispetto a quelli che se non fossero “stati dentro”, in ogni cosa, non avrebbero mai permesso alla città di avere un governo.
Gli incarichi, i ruoli amministrativi, il potere, si prendono e si lasciano. Le opportunità, l’onesta, la capacità di fare sintesi resta. Continueremo a cercare delle soluzioni sperando in una apertura, sperando in un rilancio del centro-sinistra e del PD e di riflesso di tutta l’amministrazione, continuando a lavorare nell’interesse della città.
La politica è altrove, lì vi attenderemo. La nostra politica non demorde allo stato comatoso attuale. D’altronde basta un po’ di coraggio, è Marigliano”.

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