giovedì 18 Aprile 2024
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Rom, Mocerino e Zinzi presentano proposta di legge regionale “Equilibrata e solidaristica”

NAPOLI. Trenta i campi rom in Campania, un “primato” nazionale che ha spinto i due consiglieri regionali Carmine Mocerino di Caldoro presidente e Gianpiero Zinzi di Forza Italia a presentare una proposta di legge regionale. “Politiche di inclusione sociale, abitativa, sanitaria, scolastica e lavorativa, che hanno il fine di curare la causa e non il sintomo di una malattia che affligge la regione da intere generazioni e che deve essere definitivamente curata”. La proposta di legge regionale di Carmine Mocerino e Gianpiero Zinzi ha l’obiettivo di smantellare i campi rom che in Campania, secondo quanto fanno sapere, sono oltre 30 “con un primato nazionale”.
Tengono a precisare, entrambi, che non si tratta di una legge razzista, ma “equilibrata e solidaristica”. Cosa che, come spiegano, implica che la malattia cui si fa riferimento non sono i Rom o il nomadismo in sé, ma “i campi”. Nel testo si fa riferimento a insediamenti abitativi in luoghi geografici predefiniti. Ghetti? “Ma no”, si affretta a rispondere Zinzi, mentre Mocerino domanda, quasi infastidito: “Avete deciso di fare le pulci alla legge proprio oggi?”. Zinzi e Mocerino, considerati di area moderata, hanno presentato un testo congiunto e sperano che si possa avviare una “proficua discussione”. A sostegno della ‘bontà’ della loro proposta di legge hanno fornito dei dati secondo cui sono più di 4mila i Rom in Campania e i campi censiti, non tutti autorizzati, sono più di 30, facendo registrare un primato italiano. Assi portanti della legge sono sicurezza e legalità per “eliminare il binomio secondo cui i campi Rom sarebbero zone franche” dove, come spiega Mocerino, “non vengono rispettate le leggi”. “Non è un legge contro i rom – ripete – vogliamo solo superare i campi rom, che sono luoghi in cui si sviluppa l’illegalità”.
E poi “luoghi geografici precostituiti” dove saranno sistemati i Rom. “Sia chiaro – precisa Zinzi – non sono ghetti.
Sono luoghi che i Comuni devono individuare”. ‘Cascine’ e ‘spazi verdi circostanti’ ai quali si potrà accedere solo se “il nucleo”, “su base volontaria” accetterà di sottoscrivere un “Disciplinare”. Un censimento? “Nei fatti arriviamo a questo – spiega Zinzi – A mia memoria, un censimento dei campi Rom è stato già fatto da Vasco Errani in Emilia Romagna”.
A riprova che non si vive poi bene in prossimità di campi Rom o nei Comuni in cui insistono loro insediamenti, Zinzi e Mocerino si sono ‘avvalsi’ della testimonianza di Anna Russo, consigliere comunale di Giugliano in Campania, che insiste sulla necessità di ‘conoscere’ chi vive nei campi Rom. “A me non dispiace essere schedata – spiega – e non ha una valenza razzista perché quella interpretazione non è corretta”. Dal suo punto di vista, serve sapere di più sui circa 500 rom dell’insediamento di Masseria del Pozzo: “Molti hanno la carta d’identità rilasciata dal Comune di Giugliano, sono della terza generazione”. Quindi sono in qualche modo già schedati? “Non proprio, perché non c’è il civico, ma genericamente indicata la zona”, conclude.

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