“Autonomia differenziata, cari sindaci facciamoci sentire” la lettera del presidente dell’Anci Domenico Tuccillo a tutti i sindaci e presidenti dei Consigli comunali della Campania. L’obiettivo è aprire, in sede di Assise comunale, un ampio e partecipato dibattito su un’iniziativa che rischia di mettere in discussione il principio dell’unità nazionale e quello della solidarietà tra i territori.

“Egregio Sindaco
Egregio Presidente del Consiglio Comunale
Come è noto, è in corso una discussione sull’autonomia differenziata di alcune Regioni, che dovrà concludersi con l’approvazione di Intese da parte del Parlamento.
Si tratta di un percorso che, come spiegato nella lettera inviata da Anci Campania al presidente della Camera, Roberto Fico, il giorno 5 febbraio 2019, rischia di essere pericoloso sia per i contenuti, in alcuni casi in contrasto con quanto stabilito dalla Costituzione, sia per l’itinerario istituzionale poco trasparente che costringe le Camere al ruolo di semplice notaio di decisioni assunte altrove.

Per questo motivo, vorrei sollecitare Sindaci e Presidenti dei Consigli Comunali a favorire una discussione pubblica, nella sede municipale, che coinvolga amministratori, consiglieri, mondo della scuola e dell’impresa, associazionismo.
Comuni e autonomie locali devono impegnare Governo, Parlamento e Regione affinché si riprenda il percorso di un vero federalismo fiscale che parta da servizi, sociali e di istruzione, commisurati ai livelli essenziali di prestazione da garantire su tutto il territorio nazionale. Per questo motivo chiedo ai Sindaci e Presidenti dei Consigli Comunali di concludere questa discussione con un documento da inviare al Capo del Governo, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente dell’Anci.
L’obiettivo dei Comuni e di Anci Campania è di impedire pericolosi salti nel buio, evitando che queste Intese si risolvano in un accordo bilaterale tra Governo e Regioni del Nord senza che il Parlamento sia chiamato ad esercitare le proprie prerogative su decisioni la cui ricaduta tocca non solo i diretti interessati, ma l’intera comunità nazionale”.