giovedì 9 Febbraio 2023
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Le mani di Napoli: evento “Napoli Academy e Vogue Italia” importante tassello per nuova centralità nel segmento moda

“Le mani di Napoli” prosegue con successo la propria opera di valorizzazione e promozione dell’antica maestria della moda sartoriale e aggiunge un nuovo tassello ad un percorso che punta a dare sempre maggiore centralità alla città partenopea nel segmento fashion.

Con questo obiettivo l’associazione, presieduta da Giancarlo Maresca affiancato dal vicepresidente Damiano Annunziato, ha sostenuto e collaborato all’iniziativa “Napoli Academy e Vogue Italia”, promossa dalla Scuola di Progettazione Artistica per l’Impresa dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che ha visto protagoniste Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content di Vogue Italia, e Sofia Gnoli, docente di Storia della moda all’Università IULM di Milano.

Nel corso dell’incontro, tenutosi nella sede di FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli, a cura di Paola Maddaluno, docente di Storia della moda e del design dell’Accademia, sono state ripercorse alcune tappe significative dell’avventura di “Vogue Italia”, anche alla luce delle celebrazioni dei 130 anni di “Vogue”, e ci si è soffermati sulle scelte editoriali compiute dal Direttore, puntando l’attenzione, in particolare, sul numero monografico dedicato a Napoli (pubblicato nell’agosto del 2021), concepito come un viaggio testuale e visivo volto a svelare il nesso tra il sistema-moda e Napoli, città-mondo.

A corredo dell’evento è stata allestita negli spazi di FOQUS, la mostra Undefined.2022, a cura di Sergio Chiassai, Visual designer di Fendi. Una selezione di oggetti preziosi, capi semi-lavorati realizzati dai diversi atelier de “Le Mani di Napoli”: giacche, pantaloni, camicie, scarpe, cravatte, tessuti caratterizzati da cuciture spezzate, linee di filati di scarto, ombre di gessetto, tagli irregolari, fogge decostruite. Un montaggio non risolto che sembra attendere nuovi gesti, nuove modellazioni.

Nella prospettiva di un costante ripensamento del passato, concepito come spazio di transito, questa esposizione prova anche ad offrirsi come possibilità di contaminazione tra mondo della formazione e mondo del lavoro. Nel segno del continuo intreccio tra sapienze, pratiche e culture.

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